di Katya Maugeri

Taormina – Poeta, giornalista e romanziere, nel 1987 vinse il Premio Goncourt. Apprezzato per il suo impegno dedicato all’integrazione e alla lotta contro il razzismo, Tahar Ben Jelloun conquista ancora i suoi lettori con il suo nuovo libro “È questo l’Islam che fa paura” edito da Bompiani, presentato durante l’ultima giornata della prestigiosa kermesse letteraria, Taobuk. All’autore è stato conferito l’Award for Literary Excellence.
“Gli intellettuali liberi hanno bisogno di essere sostenuti”, ha esordito così l’autore dinanzi a una numerosa e attenta platea. “Viviamo in un’epoca dove il muro del silenzio, quello peggiore – invisibile e presente – impedisce ai popoli di vivere insieme e in pace”. Ben Jelloun, sebbene la sua nazionalità marocchina e la sua fede musulmana è consapevole delle diverse sfaccettature presenti all’interno della religione islamica, parla di muri costruiti sulla base del fanatismo. “Anche il cristianesimo ha agito in nome del fanatismo, l’Islam sta conoscendo solo adesso il suo medioevo.

La religione è un credo, non è una scienza ed è capace di scatenare cose orribili”. “È questo l’Islam che fa paura” è un libro in cui l’autore chiarisce molti dubbi, cerca di dare delle spiegazioni sui vari islamismi, diversi ebraismi, religioni dalle quali nascono “sette”di fanatici che abusano delle parole distorte tratte dal Corano, ciò che manca a tutti i membri di queste pericolosissime sette è l’istruzione, la cultura. Il libro risponde a tutte le domande che affollano la nostra mente, sviscerandole in un dialogo immaginario con la figlia francese e di origine musulmane.
libroislam_Descrive lo sdegno dei musulmani moderati di fronte a un fondamentalismo che deturpa la vera fede in Allah, parla anche delle responsabilità di noi occidentali: indifferenti ai gravi disagi degli immigrati che popolano le nostre città. Ben Jelloun è un narratore del presente che racconta in maniera equilibrata e oggettiva sia l’Islam sia l’Occidente. L’autore si chiede più volte durante l’incontro, da chi sia finanziata questa organizzazione che recluta giovani attratti da queste barbarie, come sia possibile che i figli islamici vadano contro i loro valori, giovani che decidono di convertirsi e decidono di morire in nome di una presunta fede.  “L’Isis è riuscito ha trasformare l’istinto di vita in istinto di morte” dichiara Ben Jelloun, ma “l’Islam non è questo. Non è quello che vediamo al telegiornale, non sono le immagine divulgate sul web, l’Islam tende ad anadre verso il prossimo, con amore e con spirito di pace.” Continua parlando anche dell’America, “Se gli Stati Uniti avessero voluto – davvero – sbarazzarsi dell’Isis lo avrebbero già fatto, senza problemi, ma è evidente che sono più interessati ad avere un mondo arabo diviso e debole». Occorre divulgare la cultura, combattere l’ignoranza, insegnare la storia delle religioni e delle libertà in primis nelle scuole, perché anche noi siamo schiavi di dogmi che ci portiamo dietro da secoli, l’unica arma con la quale combattere è l’informazione, quella reale, l’intelligenza e il desiderio di conoscere nuove realtà. Ognuno ha il diritto di pensarla come vuole, ognuno di noi ha le proprie tradizioni, ma occorre accostarsi alle altre, diverse da noi, con rispetto e intelligenza.

Il fanatismo non è una religione è il marcio che rende oscuro quel luogo, che se illuminato, è capace di scaldare e arricchire ogni uomo. Allo stesso modo.

K.M.

A proposito dell'autore

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

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