di Katya Maugeri

Taormina– Lo splendido scenario del teatro Antico, le sfumature di un bellissimo tramonto settembrino. Storia, arte e Sicilia. È la serata inaugurale della quinta edizione del Festival Internazionale del Libro e la tematica scelta quest’anno emoziona sin da subito gli spettatori, che numerosi e attendi assistono all’interpretazione di una splendida Noa. “Gli ultimi muri”, quelli innalzati proprio in questo periodo, quelli sorretti da ideologie politiche, sociali, religiose creando così un enorme distacco umano tra i popoli. Si presenta così al pubblico di Taormina, Noa: «Sono una figlia di immigrati in cerca di una vita migliore, non ci sono muri costruiti con l’acqua, il Mediterraneo è un mare di condivisione».
Si apre così la quinta edizione di un appuntamento culturale prestigioso. «Quando abbiamo scelto, con Antonella, il tema da affrontare in questa quinta edizione non pensavamo di esaminare una tematica così attuale, non credevamo che il Mediterraneo potesse realmente diventare un muro. Dimentichiamo in fretta, l’Europa ha una memoria corta. Una volta i siriani del mondo eravamo noi» dichiara con tono visibilmente emozionato il giornalista tao1_Franco Di Mare, presidente del comitato scientifico che insieme ad Antonella Ferrara – Presidente della manifestazione – ha brillantemente condotto con professionalità e partecipazione l’intera serata. Sul palco il sindaco della città di Taormina, Eligio Giardina, ha espresso il suo orgoglio nei confronti di una manifestazione che ogni anno regala emozioni e soddisfazioni, in un’epoca povera di eventi culturali, auspicando che possa diventare punto di riferimento culturale nazionale. Tra gli ospiti della serata, il magistrato Raffaele Cantone che dal 2014 presiede l’Autorità nazionale anticorruzione, al quale è stato consegnato il premio per l’impegno civile. Intervistato da Franco Di Mare, Cantone esordisce affermando che la corruzione, come la mafia è un blocco del sistema, poiché non consente di gareggiare liberamente, la corruzione è un fenomeno di chiusura che impedisce la partecipazione dei migliori, di coloro che non temono e che lottano per la realizzazione di un progetto, costretti poi, ad andare altrove. «La mancanza di indignazione, purtroppo, diventa il regalo che facciamo – inevitabilmente – alla corruzione -, occorre trovare la condizione efficace per espellerla totalmente dalla società per non ricadere negli stessi sbagli. Non credo che il carcere sia la soluzione, non credo che “buttando via la chiave” si possa risolvere la grande piaga della corruzione». tao2_Durante l’intervista si discute sull’importanza della trasparenza in ambito politico, «La trasparenza fa paura ai politici», per attuare un piano di prevenzione occorrerebbe imporre trasparenza, quella vera, ovvero il controllo democratico dei cittadini.
La serata si intinge anche di note che toccano l’anima con la superba interpretazione del giovane Francesco Cafiso, al quale è stato conferito l’Award per l’eccellenza siciliana, sassofonista ventiseienne nel 2009  partecipò a Washington ai festeggiamenti in onore del presidenteBarack Obama e del Martin Luther King Day. Alla cantata siriana Noa, inoltre, è stato consegnato il premio per la pace, una donna che ha vissuto il Mediterraneo considerandolo un ponte e non un muro, “il mare è condivisione, un luogo di sogni e di speranze”, ha dichiarato durante la premiazione.

tao5_L’Award for Literary Excellence, quest’anno è stato consegnato allo scrittore turco, premio Nobel nel 2006 con il suo testo “Istambul”. Orhan Pamuk parlando della sua Istambul, dichiara che proprio la città ci rende ciò che siamo ed è proprio Istambul ad averlo influenzato, formato, come accade a ogni cittadino.
La consapevolezza di essere uno scrittore ti impone certe responsabilità dalle quali è impossibili sottrarsi, «La responsabilità primaria dello scrittore non solo quella di scrivere un buon libro, lo scrittore prima di tutto è un cittadino e deve interpretare la realtà in cui vive e dire l’indicibileResponsabili ma non troppo, aggiunge in seguito e consiglia di non uccidere il “fanciullo” che vive in noi, lasciarlo giocare felice, libero da costrizioni. Disinvolto, ironico ed emozionato, Pamuk parla dell’importanza degli oggetti, quelli ai quali involontariamente non diamo valore e che invece stanno lì a ricordare “il nostro spirito e il nostro cuore”, perché sono gli oggetti a scatenare il ricordo e a mantenere viva la nostra memoria.
tao6_Il violinista Uto Ughi, riceve l’Award alla carriera, intervistato da Di Mare affronta l’amara realtà del disinteresse da parte dell’Italia nei confronti dei suoi giovani artisti «I giovani talenti, oggi non vengono aiutati, apprezzati, viviamo in un’Italia difficile, dove i teatri devono chiudere. Ciò che serve? Occorre necessariamente un risveglio culturale.
Si conclude così la serata inaugurale della kermesse letteraria ancora da vivere, sette giorni per affrontare il concept “Gli ultimi muri”da varie prospettive, riuscendo magari ad oltrepassare quei limiti che ci inducono a indietreggiare dinanzi l’informazione, perché la gente non dovrebbe solo approcciarsi alla cultura, ma viverla in prima linea, partecipando agli eventi culturali, ascoltando e condividendo i pensieri di chi lotta e non teme le sconfitte. Il disinteresse culturale nutre le menti omertose. Parafrasando il grande Gaber, Libertà (anche intellettuale), è partecipazione!

Abbattere i muri e andare oltre il limite dell’ignoranza, ritrovando il coraggio di guardare indietro a quando “i siriani del mondo eravamo noi” e trovando la forza di guardare con orgoglio al domani, poiché “la bellezza della vita è quella di pensare sempre a un progetto futuro”. Parola di Pamuk.

K.M.

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