di Katya Maugeri e Franco Liotta

Si è conclusa all’insegna dell’arte,il 26 settembre 2014 la quarta edizione del Festival Internazione del Libro presentato dal presidente Antonella Ferrarra.
La serata è stata inaugurata dalle suggestive coreografie di Paola Valenti , la grande letteratura di fine Ottocento, conquista il pubblico, “Si dubita sempre delle cose più belle”, iIl libro, curato  da Sarah Zappulla Muscarà e Enzo Zappulla,  svela la storia d’amore segreta tra l’autore dei Viceré e una nobildonna dell’epoca  molto conosciuta. Una storia coinvolgente, affascinante intrisa di passione che prende vita grazie all’eccellente interpretazione degli attori Vincenzo Pirrotta e Galatea Ranzi.2-
Durante la seconda parte della serata il giornalista Nicola Savoca intervista Francesco Piccolo,  vincitore del Premio Strega 2014, nonché autore di alcune tra le sceneggiature più belle e coinvolgenti degli ultimi anni, come “Il Caimano”, “Caos Calmo” e “Il capitale mano”.
Interessante chiacchierata centrata su “Il desiderio di essere come tutti”.
Un interessante dibattito in cui  l’autore  ha affrontato i punti di maggior rilievo della sua opera come i funerali di Berlinguer e la scoperta del piacere di perdere, il rapimento di Aldo Moro, è un racconto della sinistra italiana, un romanzo di formazione individuale e collettiva.

“Il libro – ha sottolineato l’autore – è stato definito da molti come il romanzo della sinistra italiana; in realtà è un romanzo di vita che narra la formazione di una coscienza, dalla giovinezza all’età matura. E, insieme, una lunga riflessione su un’epoca: la nostra”. “Il titolo – afferma – è una citazione di Natalia Ginzburg, mentre la parola “tutti” è graficamente impostata come la prima pagina dell’Unità il giorno in cui si celebrarono i funerali di Berlinguer. Se il sentimento di comunanza che si respirava in quel momento si fosse mantenuto, allora l’Italia non avrebbe conosciuto quel clima di irrimediabile spaccatura, poi acutizzata con l’epoca berlusconiana”
Conversando sull’attuale situazione politica in Italia lo scrittore dichiara “bisognerebbe considerare il concreto in politica. Vale quello che si dice se coincide a quello che si fa”.download (1)
L’ultima parte della serata ha visto come protagonista Piero Pelù, ex leader  dei Litfiba, intervistato dal giornalista Giuseppe Attardi, il cantante ha presentato il  suo “Identikit di un ribelle”, scritto a quattro mani con Massimo Cotto. L’autobiografia raccoglie la storia di un’evoluzione, di un ragazzo di strada divenuto uomo in rivolta, di un “musicista che scava nella sua anima gitana per ricordarci che la disobbedienza non è un gioco da ragazzi né l’ultima spiaggia di chi non ha più nulla da perdere”. “Un artigiano del rock” si definisce lui, sorridendo con aria provocatoria “sono un cantante ribelle e uso un linguaggio di rottura”, conclude il suo intervento con un pensiero rivolto all’epoca in cui viviamo “ho visto il senso della lotta, della coscienza diventare legata alla fortuna. Un tempo ci si alleava per conquistare i propri diritti, oggi si tenta e si aspira alla fortuna, stiamo perdendo il senso civile!”
A legare le due diverse tipologie di letteratura quella di Francesco Piccolo e Piero Pelù, le letture dell’attrice  Valeria Contadino, la quale  ha partecipato ai dibattiti, leggendo alcuni significativi brani tratti dalle loro opere.
Il Taobuk 2014 termina sulle note di alcuni brani del cantante toscano.pelu
La IV edizione delle “belle lettere” si conclude così, all’insegna della buona musica, dell’arte in ogni sua forma. A fine serata abbiamo rivolto agli ospiti alcune domande.
All’attrice Galatea Ranzi chiediamo qual è l’approccio che delinea la differenza tra i vari mezzi di comunicazione, nei quali si esibisce, lei cordialmente dichiara che le differenze sono molteplici ma è l’esperienza a insegnare a un attore che per diventare tale bisogna rendere in ogni ambito.
Al suo fianco, l’attore Vincenzo Pirrotta il quale parlando del legame del teatro con la sua terra ha affermato “Vedo una rinascita, la gente partecipa ed è bello vedere anche molti giovani approcciarsi al teatro. La Sicilia è per la cultura, sperando lo siano anche i siciliani.” Pierò Pelù si definisce un ribelle, una natura con la quale non potrà mai entrare in conflitto.Infine, l’attrice Valeria Contadino parlando dell’importanza del libro dichiara “Il libro è il paese delle meraviglie, è lo spazio libero di libertà assoluta e di crescita”.
Si è conclusa così una sette giorni ricca di stimolanti ed emozionanti incontri con autorità dello scenario letterario, musicale e artistico, interessanti gli impegni culturali portati avanti grazie al Taormina Cult, il percorso culturale itinerante nelle tante dimore storiche che hanno accolto artisti e personalità che hanno lasciato un segno nella Perla dello Jonio.

Taormina diventa così patria del libro e della cultura, scenario di emozioni e riflessioni da conservare gelosamente nell’attesa della prossima edizione.

di Katya Maugeri e Franco Liotta

 

 

 

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