di Katya Maugeri

È considerato tra i più grandi scrittori e romanzieri contemporanei, apprezzato per il suo stile semplice, affascinante, avvincente. I suoi romanzi diversi tra loro hanno un denominatore comune: narrano l’animo umano in modo sublime. Lui è David Grossman ed ha inaugurato, nei giorni scorsi, presso il San Domenico Palace Hotel di Taormina, l’anteprima del Taobuk – Il Festival internazionale del Libro – presieduto da Antonella Ferrara. L’incontro moderato dal giornalista Franco Di Mare e da Antonella Ferrara ha coinvolto la sala gremita di gente attenta e partecipe. Presenti in sala il sindaco di Taormina, Eligio Giardina, il sindaco di Catania, Enzo Bianco, l’assessore regionale al Turismo, Cleo Li Calzi e il direttore del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università di Messina e già sindaco di Taormina, Mario Bolognari.

Foto 2
“Shalom a tutti voi” – esordisce così, David Grossman – “Taormina, un luogo immerso nella cultura in cui mi sento a casa”. L’autore ha risposto alle domande de giornalista Di Mare con spontaneità, trasporto e umorismo. Ed è proprio l’umorismo, il protagonista indiscusso del suo nuovo libro, “Applausi a scena vuota”. Un romanzo dall’impianto teatrale in cui dell’umorismo viene evidenziata la crudeltà, un testo crudele e divertente “specchio della vita stessa”.
“Credo che l’umorismo sia essenziale, soprattutto in tempi duri e di crisi. Quando analizziamo la tragedia, la realtà, con umorismo non siamo più vittime, e dichiariamo la nostra libertà. La nostra indipendenza!” Gira intorno al tema trattato da circa vent’anni, ne aveva sentito parlare, ma la possibilità che cotanta crudeltà fosse reale lo ha logorato negli anni: la storia di un bambino che dovrà partecipare al funerale di uno dei due genitori. Non sapendo quale dei due lo ha lasciato.  “Crudele” – ribadisce l’autore” “Dovevo trovare il modo giusto per narrarlo” e da sempre la letteratura, il cinema, il teatro hanno trovato nella figura del clown, la maschera adatta per raccontare la realtà. Si pensi ai pagliacci di Fellini, al capolavoro letterario di Heinrich Böll “Opinioni di un clown”. Il cabarettista Dova’le – un estraniato, alienato dalla sua famiglia – protagonista del romanzo, ha mostrato “la violenza cafona della sfera pubblica”, “In Israele abbiamo la sensazione diffusa di poter ridicolizzare ogni cosa, persino i dibattiti pubblici, ma la realtà è più demenziale”. Il protagonista, inizialmente rappresenta una figura cinica, “cinico a tutto”, travolto dall’incapacità di accettare la realtà, il vero umorismo – invece – ti investe, ti travolge, il vero comico ride di se stesso” ed è quello che succederà a Dova’le, avverrà una svolta durante la quale abbandonerà l’aspetto crudele e diventerà un vero artista. Inevitabili i riferimenti politici, “Facciamo a gara tra me – israeliano – e voi italiani per vedere chi ha la situazione politica più comica!” Sorride e dichiara “Quale altra scelta avremmo noi, in Israele, se non avessimo l’umorismo? Ridiamo anche della Shoah – e solo a noi ebrei è consentito farlo – ne ridiamo perché quando si è schiacciati, l’unico modo per respirare è riderci sopra”. L’autore esorta a vivere in una miscela composta di risata, immaginazione e fantasia, definendoli i primi indizi per raggiungere la felicità. L’immaginazione è un organo astratto, ma è il mezzo attraverso il quale possiamo sconfiggere l’oppressione e l’angoscia che ci circonda. L’immaginazione è “quel luogo, dentro noi, che non si lascerà mai sopraffare, è il seme del cambiamento”. Un uomo ottimista, David Grossman, che riesce a trasmettere speranza e volontà di azione, i suoi pensieri prendono forma e coinvolgono un pubblico attento che sorride alle sue battute, si emoziona dinanzi al tremore di una voce che racconta ingiustizie e crudeltà. Confessa il suo rammarico nei confronti di una cultura che non esiste più, quella rappresentata dal Mediterraneo, caratteristiche come la dolcezza, la tolleranza, svanite in acque ormai contaminate da odio e dal razzismo, “Troppa gente non si sente più a casa ed è questo a generare molta crudeltà”. Conclude dichiarando che lo scrittore ha l’obbligo di “raccontare le storie e farlo bene” e lascia il suo pubblico con un’ondata di speranza “sarebbe utile fidarsi, accogliere punti di vista altrui, far credere che si possa ancora ambire alla pace è una missione!

IntestazioneTaoBuk

Il processo di pace è un’opzione che molti governanti dovrebbero far ripartire”. Il sindaco di Taormina, Eligio Giardina, ha consegnato all’autore una targa, realizzata in collaborazione con il Rotary Club Taormina, “A David Grossman, narratore di vita, testimone di pace”, un omaggio meritato a un artista che ha scelto la via dell’impegno civile, ha scelto  la strada pacifica verso il cambiamento in Medioriente.
Muri razziali, muri economici, muri religiosi, soprattutto muri politici quelli da abbattere per ritrovarsi uniti, “The Wall”è il titolo di Taobuk 2015 e a inaugurare l’evento culturale più prestigioso della Sicilia è stato un uomo che pur non avendo mai conosciuto realmente la pace, ne diventa portavoce. Lui, che narrando la vita di tutti i giorni ha saputo raccontarne la cruda realtà nel modo più elegante e incisivo, lui, esorta a sperare a credere che – in fondo – possiamo ancora recuperare la nostra indipendenza, la nostra libertà, occorre trovare il coraggio e magari lasciando che le sue parole – proprio come un seme – crescano in noi fino a diventare gesti, azioni, cambiamenti. Shalom, David!

 

A proposito dell'autore

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

Post correlati

Scrivi