di Katya Maugeri

Si  è svolta ieri, 21 settembre 2014, presso l’Hotel San Domenico Palace la “Tavola rotonda sul futuro dell’editoria in Europa, il dibattito più animato degli ultimi tempi, che ha accolto i direttori editoriali di alcune delle più importanti case editrici nazionali, moderati dal presidente del comitato scientifico Franco Di Mare.
In un momento di grave crisi 10706526_914270911936261_1298545630_ndella vita culturale, si sono affrontati vari temi inerenti alla condizione attuale, ai problemi, ai limiti e alle ipotetiche soluzioni, all’avvento di Amazon e dell’espansione dei libri elettronici.
Il problema predominante che ha caratterizzato e accomunato le opinioni dei direttori editoriali è la mancata educazione alla lettura. I libri hanno perso il loro valore istituzionale trasformandosi in merce commerciabile che perde il proprio valore attraverso l’applicazione di sconti esagerati che sviliscono il valore stesso.
Interessante il punto di vista di Silvia Querini, direttore editoriale Lumen (Barcellona) la quale ha dichiarato “Il mercato online, in Spagna è un vero e proprio demone. La soluzione dell’e-book ha creato un mercato di pirateria alternativo. Dovremmo creare dei canali affinché il libro passi dalla parte del dovere a quella del piacere, diventando così sinonimo di condivisione e crescita. Oggi la lettura è un vizio solitario, ha un tempo di concentrazione personale, il libro dovrebbe avere un impulso sociale. Facciamo della lettura un atto sociale. Non esistono sfumature sul rubare, la pirateria è un furto!”
Dello stesso parere è Anna Cavallotto, Associazione Siciliana Editori, la quale afferma “I libri scolastici sono considerati delle imposizioni, non esiste più il valore emozionale che si dava al libro, occorre un presidio culturale, più diffusione e vendita dei piccoli editori”.
“È  una crisi della società, non dell’editoria. L’avvento dell’e-book non è un limite, porta il libro al lettore con rapidità. Le nuove tecniche di diffusione sono delle opportunità, ” afferma Marco Garavaglia, vice direttore generale Cairo Editore.10711495_914270175269668_984196280_n
Sui vari canali alternativi d’acquisto online ha esposto chiaramente il suo pensiero  Maiocchi, amministratore delegato Mondadori Direct “È il consumatore che sceglie. Amazon , è vero, ha successo ma si tratta di una rete non fisica. In quanto società, dobbiamo fornire ogni tipo di servizio” riferendosi all’acquisizione da parte di Mondadori della società Anobi, social network dedicato ai libri.

Intervenendo al dibattito, Alan Friedman dichiara “Ciò che realmente importa è il contenuto, l’informazione ha bisogno di contenuto, e il rapporto tra editore e autore è un legame di creatività e di stimolo”.
Le soluzioni sembrano chiare e condivise all’unanimità, rinnovarsi e diffondere la cultura al fine di educare la gente alla lettura, gente che – nonostante la crisi – non bada a spese superflue pur di mantenersi a passo coi tempi, una crisi culturale, non solo editoriale. Investire sulla divulgazione, creare emozioni e creare interesse.
“Indietro non si torna, al mercato protetto e chiuso. Bisogna inventarsi, rinnovarsi, è necessario imparare i nuovi metodi in maniera creativa” dichiara Massimo Turchetta, direttore generale libri Rizzoli.
Il presidente Franco Di Mare, conclude il dibattito con un interessante proposito, ovvero quello di sforzarsi per farsi promotori, messaggeri della lettura, citando un grandissimo scrittore quale Daniel Pennac “Il verbo leggere non sopporta l’imperativo” quindi non possiamo certo obbligare gli altri a diventare lettori, ma possiamo certamente diventare messaggeri di cultura.

Katya Maugeri

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