di Katya Maugeri 

Taormina – I colori di fine settembre, il cielo stellato e lo splendido scenario del Teatro Antico. Arte, storia, Sicilia. È la serata inaugurale della quarta edizione del Festival Internazione del Libro.1_

Folla in trepidante attesa, taccuino e registratore in mano, aspettando Luis Sepulveda, Pietro Grasso e Nicola Piovani.
Lo scrittore cileno, assediato dai lettori non appena entrato in platea, inizia a firmare autografi e a rispondere, gentilmente alle nostre domande: “Quando scrive, ha sempre, come fonte d’ispirazione il suo impegno politico e sociale?” Lui, si guarda un po’ intorno e risponde «La mia ispirazione è l’idea stessa di voler realizzare una buona storia e l’impegno politico e sociale è parte integrante della storia. Per la quarta volta visito la Sicilia, qui ritrovo un senso di umanità, calda fratellanza e amicizia diretta» dichiara inoltre che Tomasi di Lampedusa e Andrea Camilleri rappresentano il suo punto di riferimento letterario siciliano.Schermata-2014-07-31-alle-11.52.18-420x331
A fianco di Sepulveda, il presidente del Senato Pietro Grasso, il quale parlando del fallimento delle aziende confiscate alla mafia afferma: «è necessaria una modifica della legge che al momento non consente allo Stato un vero utilizzo delle ditte confiscate». Altro protagonista della serata, il compositore premio Oscar Nicola Piovani in veste di scrittore, presentando il suo primo libro “La musica è pericolosa” afferma, spiegando la scelta del titolo, che «le cose belle ed emozionanti sono pericolose».
La folla – soddisfatta dalla sete di domande – si accomoda e inizia così la quarta edizione del Taobuk.

Il presidente Antonella Ferrara e Franco Di Mare, presidente del comitato scientifico, hanno brillantemente condotto con professionalità ed emozione l’intera serata.
Il Sindaco Eligio Giardina ha dichiarato “Con la cultura si mangia, ben vengano queste iniziative, ci vorrebbe un ritorno alla cultura”.
Serata che ha regalato emozioni e importanti riflessioni. Sul palco del Teatro Antico, accompagnato da un religioso silenzio, il presidente del Senato Pietro Grasso che con la sua lectio magistralis sulla legalità e la lotta alla mafia ha commosso il pubblico. «La mafia ha bisogno del consenso e per ottenerlo, Cosa Nostra, si è sostituita allo Stato», così introduce un percorso emozionale arricchito da ricordi, aneddoti di vita quotidiana, riflessioni, paure. Scelte. «La mafia va combattuta a livello culturale, uccidono con la loro economia criminale, con il pizzo e l’usura. Viviamo in una società in cui è tangibile la crisi di legalità rappresentata dalla sfiducia, dalla rassegnazione».
Ricorda i suoi colleghi, i suoi amici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Legge con un nodo alla gola il numero del volo che lo salvò dalla strage di Capaci. «Avrei dovuto essere in quell’auto, quel giorno, proprio quel fine settimana» lo ricorda con rabbia, ma con la consapevolezza che il suo compito non era terminato, doveva ancora continuare. Portare avanti idee, progetti, diffondere coraggio e informazione riguardo alla tematica più difficile da pronunciare: la mafia.
Condivide con il pubblico, che pende dalle sue labbra, la scelta e il dovere, la responsabilità a voler perseguire un cammino rappresentato da lettere, telefonate mute, maldicenze, tentativi di minacce verso il suo unico figlio, tutto potenziato da un’incredibile forza, alimentata da valori autentici e da un Credo rimasto fermo senza lasciarsi intimorire da eventi sconvolgenti: strage di Capace e via D’Amelio.
Afferma che il futuro è rappresentato «dagli esempi dei testimoni che manifestano la coerenza delle proprie idee». Conclude ricordando quanto consigliato dal magistrato Antonino Caponnetto:  «Fatti forza, coraggio, schiena dritta, testa alta e segui solo la voce della tua coscienza».
Commosso guarda dinanzi a sé un pubblico si alza in piedi applaudendo. Si percepisce coinvolgimento, s’intravedono occhi lucidi dalla commozione. Si respira speranza.download
A Pietro Grasso viene, in seguito, consegnato il premio per l’impegno civile.
Successivamente è il momento dedicato ai Violinisti in Jeans, duo formato da Angelo Di Guardo e Antonio Macrì.
Le emozioni continuano. È il momento del compositore, pianista, direttore d’orchestra, premio Oscar, Nicola Piovani il quale con Franco Di Mare parlano di musica e passioni, Piovani dichiara: «lavorare con la musica mi ha permesso di vivere fianco a fianco con grandi personalità», viene invitato a suonare il pianoforte. Emozioni, silenzio, sinergia. È la sua musica, l’essenza delle sue note. Il compositore riceve il premio per il magistero che ha saputo esprimere nell’arte musicale. È il turno dello scrittore cileno, Luis Sepulveda che con tono amichevole e con il sorriso sulle labbra spiega perché ha scelto anche la favola come genere letterario«ho scelto la favola perché ci allontana dalla realtà, ma allo stesso tempo ce ne racconta la parte più profonda». Ricorda i tempi della dittatura, della prigionia, affermando che non è importante portare rancore, né odio. Non serve.
Sì è forti quando si hanno accanto dei forti compagni, ricorda le condizioni in cui tornavano i suoi amici dopo le “torture”, ma «sentire odio era tradire il ricordo dei miei amici». Sorridendo definisce i bambini “lettori difficili perché non accettano ambiguità, amano i dettagli” è un uomo che porta i segni della lotta per la libertà ma che afferma con orgoglio, quasi come in uno slogan “difendiamo la tenerezza con forza”. A lui, il primo Taobuk Award for Literary Excellence.

Termina così la serata inaugurale di un percorso letterario ancora da vivere, una serata in cui i protagonisti non erano solo i “personaggi noti”bensì l’inno alla Vita, alla Forza, alla volontà di cambiare la mentalità mafiosa che ci sovrasta, protagoniste sono state le parole lette da Pippo Pattavina tratte dal libro “Un’idea di felicità ” di Luis Sepulveda, protagonisti i silenzi, e il bisogno di credere che non sia tutto perduto. Un libro, un’idea, una passione possono diventare canali per diffondere le informazioni necessarie  e non sottostare al buio dell’ignoranza.
Ricorderò con intensa emozione i racconti di Sepulveda, le note e l’amore per la musica di Piovani e ricorderò Pietro Grasso, mentre estrae dalla sua tasca l’accendino affidato da Giovanni Falcone e la speranza vana, la sua, di poterlo un giorno riconsegnare al legittimo proprietario.

 

Katya Maugeri

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