Taormina, è sempre L’ora del Rosario

Daniele Lo Porto

TAORMINA – Da Tony Ranno a Melvio Marino a Salvo La Rosa. Rosario Fiorello comincia la conferenza stampa facendo lui le domande: chiede notizie di amici comuni, vicini e lontani. E per datare con esattezza una trasmissione televisiva alla quale partecipò un diciannovenne Fiorello, protagonista di una maratona radiofonica, viene consultato in diretta telefonica il regista di allora: Natale Zennaro, che distrugge una sua certezza: era Teletna e non Antenna Sicilia.

Abbronzato, ma non troppo, per esigenze pubblicitarie (nei prossimi sport con Carlo Conti non deve fare sfigurare il presentatore fiorentino), rilassato e dalla battuta sempre pronta, Rosario Fiorello spazia a 360’: dal recente scandalo Catania, che affronta con estrema prudenza e solo perché tirato per i capelli, a Sinisa Mihajlovic, ex allenatore rossazzurra, che gli ricorda un “cucchiaio” di Mascara su calcio di rigore; dalla decisione di non fare satira e tanto meno politica perché ce n’è troppa (“la politica è già satira di se stessa”) alla bellissima realtà della provincia italiana. “E’ molto meglio di quella che si racconta, molto meglio delle grandi città. Ho trovato una provincia italiana meravigliosa, gente che non si scoraggia, genuina, la vera ossatura della nazione. E poi è molto bella. Sono stato a Bergamo alta: mi ha ricordato Taormina, è bellissima. È Taormina è bellezza assoluta nel mondo”.

E parla, con pudore della “buona azione”, riservatissima, compiuta proprio ieri a Letojanni con dei bambini e alla laurea honoris causa che, con altrettanto pudore, ha rifiutato anni fa. “Non ho mai studiato, non mi sono neanche diplomato. All’Ugo Foscolo di Catania alla maturità mi “arresi” ai professori. Adesso, che mi sono affermato come uomo di spettacolo mi farebbe piacere riceverla. Ora a 55 anni posso dire di essermi laureato con il tempo e l’esperienza”.

Naturalmente, Rosario viene sollecitato sullo spettacolo che in Sicilia ha già proposto a Marsala e Ragusa, con l’identico successo e l’entusiasmo che si ripete ad ogni tappa. Farà un duetto virtuale con Mina, che ha concesso la “traccia” con la sua voce, ha realizzato dei filmati che saranno proposti a fine spettacolo, con la frutteria, i cugini, la casa natale della madre a Giardini dove un cameriere incauta cercava di spiegare cosa sono le sarde a beccafico. “Ma le ha inventate mia madre le sarde a beccafico” scherza Rosario, è ricorda Pippo Baudo, gran maestro del varietà italiano, e rivela le preoccupazioni di Carlo Conti che ha iscritto il figliolo a scuola a Firenze perché teme che impari a parlare romanesco: “A papà, che famo?”. E, poi, ancora, qualche anticipazione sullo spettacolo, con le sorprese che non saranno svelate per essere tali, con il problema di trovare posto per tutti i 1.940 parenti e consanguinei che aumentano sempre più. E, tra una cosa e l’altra, la gioia di papà perché la figlia di nove anni è stata ammessa al Conservatorio di Santa Cecilia a studiare pianoforte. E, ancora, una precisazione sui giornalisti che fanno finta di non capire: “Scherzando avevo detto che dopo l’uscita dei palinsesti Rai non c’era più posto per me ed ero disperato di non poter fare televisione. Naturalmente scherzavo, ma qualcuno ha trascritto la mia dichiarazione e così io sono passato per un piagnone e Leone della Rai ha puntualizzato che per me c’è sempre posto. Ma per adesso non voglio fare televisione: mi aspetta il tour invernale, poi, nelle grandi città, dopo L’ora del Rosario estivo”, che ha registrato con mesi di anticipo il tutto esaurito al Teatro antico di Taormina e non solo, perché Fiorello è sempre Fiorello.

Foto Servizio: Vincenzo Musumeci

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