di Agnese Maugeri, foto servizio di Vincenzo Musumeci

TAORMINA – È giunto il tempo di riaccendere i riflettori sull’incantevole Taormina, come ogni anno il teatro antico si trasforma in cinema sotto le stelle, star nazionali e hollywoodiane affollano le strade, i bar e i ristoranti del borgo, gente a caccia di un autografo, muniti di cellulare pronti per scattare il famigerato “selfie col divo”, intanto al palazzo dei congressi iniziano le TaoCampus e le TaoClass dove giornalisti e studenti incontrano i protagonisti di questa 61° edizione del Taormina Film Fest.

Il solito clima di vacanza caratterizza la settimana taorminese, sole, mare e spettacolo, eppure un acuto osservatore e VMM_3277conoscitore del festival non può far a meno di notare l’aria da spending review che si respira. Basta guardare solo per un istante l’organizzatrice e direttrice Tiziana Rocca; la signora del festival, da sempre caratterizzata da una folta chioma “boccolosa”, quest’anno ha abbandonato il boccolo per passare a un look più semplice e “liscio”. Ci si chiede se sia una scelta dettata dalla necessità di optare un cambio immagine o causata da tagli e rinunce. Medesimo destino è toccato ai famosi cocktail all’Hotel Timeo che durante tutte le serate del festival regalavano momenti di ristoro per attori, giornalisti, invitati e staff, in questa edizione sono stati drasticamente ridotti a due, anche qui ci si interroga, sarà la crisi che non risparmia nessuno, vip inclusi, o una astuta mossa delle star per non abbuffarsi e rischiare di sfigurare negli abiti di gran gala!

Ma, scherzi a parte, sin dal primo giorno del Festival si evidenzia qualche difficoltà, incontri cancellati e numerosi ritardi nei vari appuntamenti, culminati poi la serata d’apertura, con l’inizio del film in programmazione “Inside out” della Disney, spostato un’ora dopo il previsto.

Se gli intoppi sono stati solo una défaillance o se invece sono la nota dolente di questa edizione, lo scopriremo nei prossimi giorni, per ora ci limitiamo ad annotarli.

Detti i difetti occupiamoci dei pregi, il primo e anche il migliore è stata la scelta di far aprire le TaoCampus a uno fra i  più bravi artisti italiani, poliedrico, istrionico un vero mattatore dello spettacolo, attore, scrittore, presentatore, dalla simpatia dirompente e dall’ironia sferzante inutile aggiungere altro se non il nome, Claudio Bisio.

Accolto tra l’ovazione del pubblico presente, il comico è salito sul palco con il suo fare scherzoso sfoderando subito la prima battuta “non sono abituato alle standing ovation però fate pure… mi avevano detto che era un incontro con i giovani ma qui sono difronte a studenti pesantemente fuori corso, ne vedessi uno che avesse meno di 50 anni, sono solo vecchi

Camicia bianca, jeans, sneakers ai piedi, si presenta così ai tantissimi fan presenti in sala come un amico con il quale è piacevole ritrovarsi a far quattro chiacchiere e a ridere.

Professionale nell’arte dell’improvvisazione, tra i tanti siparietti si racconta, parla dei suoi inizi al Piccolo Teatro di Milano “ho fatto la scuola di arte drammatica a Milano e il teatro è stato fondamentale nella mia crescita attoriale, una stagione particolarmente fortunata per il capoluogo meneghino, un periodo contrassegnato da grande coraggio e voglia di sperimentazione”

Generoso nel concedersi Bisio ha continuato l’excursus della sua carriera parlando degli anni 80 e 90 dei tanti ricordiVMM_3279 con registi fondamentali del cinema italiano come Salvatores, Rossi, Risi, Monicelli con i quali ebbe l’onore di lavorare “con Gabriele Salvatores è nata in quegli anni una collaborazione che ci ha condotto a realizzare sette film: siamo ancora in contatto e presto potremmo tornare a lavorare fianco a fianco per l’adattamento cinematografico di un libro che abbiamo amato entrambi”. Un nuovo lavoro per questa straordinaria coppia che già aveva incantato il mondo, insieme ad altri illustri interpreti, con il film Mediterraneo vincitore del premio Oscar nel 1992. Proprio di questo film Bisio riserva al pubblico aneddoti e curiosità, come la sua intercessione per convincere l’attore Antonio Catania ad accettare e interpretare la parte “ quando giri un film non immagini quale esito possa avere, mai avremmo immaginato di vincere un Oscar. Convinsi io Antonio a partecipare a quel film, lui non voleva fare quel lungometraggio, la sua parte avrebbe dovuto farla Roberto Benigni che per vari motivi non partecipò. La scelta si concentrò su Antonio. Gli dissi: Fidati, vieni in Grecia”

Ha raccontato anche di altre esperienze fatta sui set di numerosi film con registi che lo hanno guidato facendogli scoprire spiccate doti non solo comiche “ho provato a fare scelte più tortuose nella mia vita: non ho mai amato i sequel e ho scelto strade diverse non pensando sempre e solo al box office ma alla bontà del copione. Sono cresciuto con i film di Petri, ricordo ancora i mesi passati in Ucraina con Rosi, il set di Monicelli dove legai molto con il suo assistente, mio caro amico, e poi Brizzi, Miniero, Lucini e Manfredonia, tornerò a lavorare con Salvatores e mi affascina il modo di girare di Luchetti. Non a caso ho scelto anche di fare un dramma, nonostante dal pubblico non sia stato molto apprezzato. Ma credevo in quel progetto e sono felice di averlo fatto”.

Legato indissolubilmente a tutti i suoi film parla con affetto di Asini un film che avrebbe meritato di più ma che all’epoca non è stato capito, fortuna che oggi sia diventato un cult, e poi la pellicola che gli ha portato il maggior successo Benvenuti al Sud “la svolta della mia carriera, da un punto di vista del box-office è stata chiaramente ‘Benvenuti al Sud’. Ancora oggi la gente mi ferma dicendomi “Ho visto il suo film” e devo capire da solo che si tratta di quello nonostante ne abbia fatti altri 6 o 7 dopo! ‘Benvenuti al Nord’ sarò sincero non regge il confronto, e non avrei voluto farlo, però alla fine era giusto chiudere il cerchio”.

Non tralascia nessuno Bisio nel suo discorso ha parole anche per registi di successo come Garrone e Sorrentino, quest’ultimo si è detto grande ammiratore del comico ai tempi di “Mai dire goal”, “Sorrentino e Garrone provano a fare lavori sempre diversi per allargare gli orizzonti del nostro cinema. Sotto questo punto di vista penso che la mia generazione sia stata probabilmente fondamentale, abbiamo cercato di svecchiare il modo di recitare, ma anche da allora il cinema è cambiato molto. Qualche tempo fa, durante una premiazione al Quirinale, Sorrentino mi ha elogiato per i personaggi che interpretavo a Mai dire Gol alla fine degli anni Novanta. Nella mia carriera ho sempre cercato di essere versatile

Una fame di curiosità la sua che lo ha sempre portato a intraprendere strade diverse non solo attore di cinema ma anche teatrale, impegnato in opere di Brecht, Shakespeare, Pirandello. In autunno Bisio, riprendere a calcare i palchi d’Italia con il nuovo spettacolo di Michele Serra Father and Son che racconta del difficile rapporto tra padri e figli soprattutto la loro incomunicabilità, una pièce in costante equilibrio tra momenti d’ironia e riflessione.

Ma il vulcanico attore non si ferma mica qui, lo troveremo infatti impegnato nella stesura del suo quinto libro e, per non farsi mancare nulla, nell’attività di doppiatore dove presterà la sua voce per ben tre cartoni. L’era glaciale 5, nel personaggio del bradipo Sid, Transylvania 2, concludendo con un progetto davvero innovativo Evolution man, in quest’ultimo oltre la voce donerà ad un personaggio anche le sue facezie attraverso la tecnica del motion capture. Ad affiancarlo in questa simpatica e nuova avventura ci saranno anche Rocco Papaleo e Alessandro Gasman.

VMM_3481Il fenomeno Bisio non si ferma qui, dopo Zelig che lo ha decretato come presentatore, è sceso in campo nei panni di giudice nel talent show Italia’s got talent e anche l’anno prossimo farà parte della squadra.

Diviso tra televisione e cinema l’attore ha spiegato che questa dualità è gestibile e stimolante da vivere “non posso dire cosa preferisco, sono due cose diverse. Il cinema è come un libro, mentre la TV è un quotidiano. E’ chiaro poi che quando lavori per lunghi periodi sul piccolo schermo la tua produzione da attore subisce un rallentamento, ma quelle sono anche scelte”.

Cinema e televisione non sono le uniche dicotomie di Bisio, infatti vorrebbe anche decretare la fine della scissione tra commedia e cinema d’autore, reputandoli entrambi generi degni della medesima importanza che meritano di concorrere ad armi pari in riconoscimenti illustri come i David di Donatello.

Dulcis in fundo, non gli resta che cimentarsi come regista ma ancora no si reputa pronto e scherzandoci su dice”escludo per adesso una regia, è troppo faticoso doversi svegliare prima degli altri e rispondere a tutte le loro domande. Se mai dovessi tentare questa strada però, ambirei a mescolare attori tragici e comici”.

Un incontro all’insegna del divertimento conclusosi, come da tradizione qui a Taormina, tra autografi e foto di rito!

Agnese Maugeri

Foto servizio: Vincenzo Musumeci

A proposito dell'autore

Divoratrice di libri con una brutta dipendenza adoro “sniffare” quelli nuovi. Logorroica, lunatica, testarda. Amante del teatro, ballerina mancata, l'altezza (esagerata) ha infranto il mio sogno. Appassionata di cinema, tutto ma non horror. Scrittrice per indole, il modo più istintivo per sentirmi bene, prendere carta e penna e scrivere Aspirante giornalista per vocazione e CakeDesigner per diletto. Non sto mai ferma puoi incontrarmi mentre recensisco un evento, una prima o un vernissage, con in borsa un libro e biscotti per ingannare l'attesa!

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