TAORMINA – Nella serata del 27 giugno, il Festival Le Terre del Sole si concluderà a Taormina con l’ultimo, ma non meno importante, spettacolo del cartellone che calcherà il palcoscenico dell’imperdibile Teatro Antico di Taormina: i Carmina Burana di Carl Orff. Dopo tre serate, con Giuseppe Picone e il suo Bolero e la Cavalleria Rusticana, questo festival chiude i battenti in grande accogliendo un vasto consenso da parte del pubblico che si è detto entusiasta e molti non vedono l’ora di potere assistere alla seconda edizione.

I Carmina Burana verranno eseguiti dal Coro Lirico Siciliano diretto dal Maestro Francesco Costa e il Coro di Voci Bianche diretto dal Maestro Salvina Miano, insieme ai tre interpreti principali che sono il soprano Ginevra Gentile, il tenore Daniele Zanfardino e il baritono Marcello Lippi. I due pianisti solisti sono Gianfranco Pappalardo Fiumara, uno degli ideatori del Festival, e Roberto Carnevale, i quali sono colleghi affiatati uniti anche da una solida amicizia ed entrambi sono certi del fatto che suonare nuovamente insieme, stavolta al Teatro Antico di Taormina, sarà una fantastica esperienza. La direzione dello spettacolo è affidata a Massimiliano Stefanelli mentre Alberto Gazale è il coordinatore visivo e scenico. Gazale è stato anche il regista di Cavalleria Rusticana e del Prologo Rusticano che sono stati eseguiti il 25 e 26 giugno sempre al Teatro Antico di Taormina per lo stesso cartellone del Festival Le Terre del Sole. A fare parte dell’esibizione ci saranno anche i percussionisti del Conservatorio Bellini di Palermo, il corpo di ballo diretto da Luca Barbagallo con spettacoli effetti di luci e proiezioni.

La struttura dell’opera è divisa in un prologo e tre parti. Il prologo inizia con O Fortuna, ovvero l’invocazione alla Dea Fortuna sotto cui si muovono diversi personaggi, ognuno con il loro destino. Nella prima parte si celebra il lieto aspetto della primavera (“Verislaeta facies”), mentre nella seconda si hanno prevalentemente canti goliardici, e infatti viene eseguita “In taberna”, ovvero all’osteria. La terza parte è caratterizzati dalle “corti dell’amore”, “Cour d’amours”, che inneggiano all’amore e si concludono con il coro di grazie alla fanciulla, “Ave, formosissima”. A conclusione dell’opera si ha la ripresa del coro iniziale di O Fortuna.

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