Taormina la nuova “Factory” per l’arte visionaria di Andy Warhol

di Agnese Maugeri, foto servizio di Vincenzo Musumeci

Taormina – Le sale dell’antico Palazzo Corvaja, costruito dagli arabi nel XI secolo, sono state invase dalla pop art di Andy Warhol. Quadri, oggetti, video, copertine di giornali e vinili una mostra che ripercorre la vita di un artista eclettico, precursore di stili, concezioni e visioni.

Più di sessanta opere esposte, provenienti dalla nota collezione Rosini-Goutman, un tripudio di colori e forme nella mostra “Made in Warhol” visibile fino al 7 giugno. Ad accogliere i visitatori ci sono i famosissimi barattoli di zuppa “Campbell’s” posti esattamente difronte alla serie di serigrafie più illustri di Warhol, quelle di Marilyn Monroe.

Listener-3La scelta di collocare proprio all’inizio le due opere più celebri non è casuale, la mostra infatti è un percorso che vuol sia far conoscere la sua arte complessa e multiforme oserei direi istrionica, sia la personalità, l’uomo Warhol, le sue idee e il modo all’avanguardia di vivere, concepire e trasporre l’arte.

La ripetizione del medesimo soggetto o tema mediante l’ausilio dell’impianto serigrafico, alternando solo i colori, è il suo metodo di successo ma nasce dal mondo pubblicitario, un escamotage del tutto commerciale che il genio artistico di Warhol ha tramutato in arte o per meglio dire in “Pop-art”. Il bombardamento delle stesse immagini produce nei soggetti che le osservano un’azione subliminale, provocando il meccanismo del riconoscere che è alla base delle scelte e delle preferenze sull’acquisto e la fama dei prodotti.

Esattamente questo stesso processo, Warhol lo abbina all’arte, scardinandola dall’antica concezione estetica e immettendola in un contesto puramente commerciale, effettuando un vero cambiamento dell’interpretazione dell’arte, questo lo si può mirare nei pannelli raffiguranti la Coca-Cola.

Se prima gli artisti lavoravano sull’inconscio e tramite l’opera cercavano di riflettere l’interiorità del personaggio, attraverso sguardi, posizioni, giochi di chiaro scuro, Wharol, nei suoi quadri, elimina del tutto le emozioni e i contenuti che essi potrebbero rappresentare, concependo la realtà nella usa liquidità.

Il volto di Liza Minnelli bellissimo ma privo di espressione, colorato dal solo rossetto rosso è la chiave di volta dellaListener-10 mostra, racchiude in esso il senso dell’opposto. Sono tanti i personaggi illustri ritratti nelle serigrafie di Warhol che si possono vedere lungo il percorso, Liz Taylor, Norman Fisher, Dennis Hopper e Greta Garbo, solo per citarne alcuni.

La mostra organizzata dallo studio Soligo, curata da Giuseppe Stagnitta e Julie Kogler e con la consulenza scientifica dello psicologo d’arte Alberto Angelini, consta anche di 10 pezzi unici tra cui il quadro “Cospiracy at Dallas” del 1982 che ripercorre il tragico assassinio del presidente John Fitzgerald Kennedy e quello raffigurante John Gotti, un profilo dello storico criminale americano di origini italiane.

Per capire a fondo Andy Warhol bisogna esplorare il mondo delle Factory da lui inventate, luoghi di sperimentazione, spazi ideologici dove la pop art prendeva vita, tutti gli artisti erano invitati a partecipare, così la Factory è diventata officina di talenti accomunati dallo stesso linguaggio e stile.

Non era solo la pittura l’oggetto di interesse per Warhol ma anche il cinema destava il suo fascino, sono molti i progetti cinematografici che lui ha seguito, film girati senza sonoro con tecniche che rallentano e amplificano le immagini, pellicole che riproducono il medesimo oggetto come fossero quadri e altri, di pura avanguardia, che mostrano per esempio un uomo che dorme. Nelle sale in cui si snoda l’originale mostra si trovano anche le locandine delle pellicole Frankenstein e Dracula realizzati dallo stesso Warhol che si dilettava anche di regia come nel caso di “Blu Movie” film Listener-23girato e prodotto dall’artista.

Un percorso che cattura l’attenzione del visitatore non solo con le sgargianti tinte dei colori acrilici ma anche con le copertine dei giornali che ritraggono innumerevoli divi di Hollywood: Dane Lane, Tom Cruise, Richard Gere, Brook Shields, Arnold Schwarzenegger.

Warhol è stato affascinato da altre forme di comunicazione come la musica sostenendo molti gruppi, alcuni vinili sono presenti nell’esposizione quelli di The Velvet Underground, Walter Standing, John Vale e ben due dei mitici The Rolling Stone “Sticky Finger” 1971 e “Love you live” 1977.

Nella mostra si può visionare un’esclusiva intervista che il giornalista della Rai Vanni Ronsisvalle fece a Andy Warhol nel 1977 durante un suo viaggio a Roma. Lo scrittore racconta che l’artista teneva al collo una macchina fotografica e immortalava tutto, passeggiarono insieme per le vie della città eterna finché incontrarono Federico Fellini con il quale intrapresero una piacevole e interessante conversazione sui monumenti romani e l’architettura barocca.Listener-27

Definire Andy Warhol semplicemente un’artista è riduttivo, lui è un personaggio unico che ha precorso i tempi definendo la nuova concezione d’arte e di design, un uomo che grazie alla sua lungimiranza ha saputo generare intuizioni dalle quali sono nate le moderne concezioni di pubblicità e marketing.

Icona di stile è ancora oggi imitato e studiato da chi fa dell’arte il suo pane quotidiano, del resto come diceva lo stesso Warhol: “Non è forse la vita una serie d’immagini che cambiano solo nel modo di ripetersi?”.

Agnese Maugeri

Foto Servizio: Vincenzo Musumeci

A proposito dell'autore

Divoratrice di libri con una brutta dipendenza adoro “sniffare” quelli nuovi. Logorroica, lunatica, testarda. Amante del teatro, ballerina mancata, l'altezza (esagerata) ha infranto il mio sogno. Appassionata di cinema, tutto ma non horror. Scrittrice per indole, il modo più istintivo per sentirmi bene, prendere carta e penna e scrivere Aspirante giornalista per vocazione e CakeDesigner per diletto. Non sto mai ferma puoi incontrarmi mentre recensisco un evento, una prima o un vernissage, con in borsa un libro e biscotti per ingannare l'attesa!

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