di Anna Rita Fontana

Taormina-Il suggestivo scenario del Teatro antico è stata la cornice del Gala Italia InCanta, terzo appuntamento di Taormina Opera Stars, avviatosi il 15 agosto sotto la direzione del maestro Enrico Stinchelli. La serata, coordinata da Maria Grazia Bonelli e realizzata anche grazie all’associazione Aldebaran diretta dal maestro Maurizio Gullotta, ha visto l’espletarsi di un ampio ventaglio lirico ottocentesco inframezzato dalla canzone napoletana, nel susseguirsi di ventiquattro interpreti, sullo sfondo del vetusto colonnato nel riverbero blu dei riflettori, tra lo charme di numerose soprano e mezzosoprano di bella presenza scenica, con mise sfavillanti, accanto a cinque tenori.ENRICO STINCHELLI Celebri arie del melodramma italiano e francese,  spesso accompagnate dal pianista Davide Dellisanti in alternanza all’ensemble orchestrale, di gran lunga apprezzate dal pubblico, hanno fruito di vocalità certosine e dizioni raffinate, pronte ad affrontare tessiture impervie, quanto ad esprimere le nuances dell’animo romantico, nel travaglio psicologico da La Traviata, Nabucco, Boheme, Norma, Madama Butterfly, Tosca, e il marcato cadenzare di Carmen, tra il dispiegarsi melodico dei frizzi rossiniani ( Il barbiere di Siviglia) le piacevolezze di Mozart ( Don Giovanni), Donizetti ( Don Pasquale) e i vezzi da stile operettistico, nel valzer Il bacio, di Luigi Arditi.

La direzione di Silvia Casarin Rizzolo e Josyp Sozansky ha guidato con fermezza l’orchestra del Taormina Opera Stars, a partire dall’ospite d’onore, quale il soprano rumeno Olga Romanko sulle vele spiegate di Giuseppe Verdi ( Libiam ne lieti calici); con Alexandra Oikonomou, distintasi tra le righe del maestro di Busseto per trasparenza di emissione in Sempre libera, insieme a Renata Campanella sul versante pucciniano (Un bel dì vedremo), Francesco Solinas e Alessia Di Martino ( Là ci darem la mano), accanto alla verve di Elisabetta Zizzo e del mezzosoprano Sabrina Messina ( Habanera di Bizet). ALEXANDRAOIKONOMOUE ancora Miriam Marcone ( O mio babbino caro, dal Gianni Schicchi di Puccini), Marianna Cappellani (Casta diva), Larissa Rosanoff, Serena Pulpito ( Ho dischiuso il firmamento, dal Nabucco), Valentina Iannone( Tu che di gel sei cinta, dalla Turandot), Maria Luisa Casali ( La rondine) Nina Zazyantas, Carmen Maggiore, Isadora Agrifoglio, Daniela Milanese, Joanna Lewinska, Ripalta Bufo, e i tenori Nicola Quacci, Riccardo Palazzo, Gianni Locorotondo e Domingo Stasi, quest’ultimo anche alle prese con Tu ca nun chiagne, di De Curtis. L’excursus partenopeo, vetrina della canzone italiana, è proseguito con i ruoli intensi di Alessandra Mella (Non ti scordar di me), dei soprani Marcone, Iannone (Torna a Surriento) Clelia Croce e Maria Rosa Sansone in‘ U surdatu ‘nnamuratu, accanto a Granada, del compositore messicano Agustìn Lara. In chiusura, accolto dal vivissimo entusiasmo della platea, l’abbraccio corale di O sole mio (di Enrico Caruso), che ha visto sul palco tutti i bravi cantanti, nell’espressione gioiosa di note immortali.
A.R.F.

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