Katya Maugeri

TAORMINA – Un’atmosfera suggestiva, una cornice di colori sfumati al tramonto e l’odore di una terra che non smette mai di raccontare la propria storia, le proprie radici, l’amore per la cultura. Quella che si interseca con altre, che non si limita al proprio territorio, che va oltre là dove incontra “Gli altri”. “Casa è dove il cuore ci porta non è dove i confini ci chiudono”, si alza così il sipario sulla sesta edizione del Festival internazionale del Libro, con le parole del giornalista e direttore tecnico della rassegna, Franco Di Mare, che con Antonella Ferrara, presidente e ideatore del Festival, ha ricordato quanto l’uomo sia “attanagliato sia dalla paura che dalla voglia di essere tollerante” nei confronti di una società che dovrebbe guardare oltre.
Un tema, quello scelto per la sesta edizione, che chiama al confronto scrittori, giornalisti, filosofi, studiosi, artisti, esponenti della società civile e politica, sia italiani sia internazionali, per sollecitare riflessioni su un tema fortemente attuale. Il teatro antico di Taormina come sfondo imponente dell’inaugurazione della manifestazione che pone al centro la letteratura, in dialogo con le altre espressioni della cultura: cinema, musica, teatro, arti visive, giornalismo, enogastronomia. Durante la cerimonia di apertura, molte le personalità di rilievo hanno rappresentato le diverse arti a confronto, come un unico accordo sull’accoglienza, sulla tolleranza, la diversità, che dovrebbe diventare elemento di arricchimento personale, culturale e non certo di divisione. L’Orchestra del Teatro Massimo Bellini di Catania, diretta dal maestro Giuseppe Lanzetta,  ha affascinato il numeroso pubblico che commosso ascolta la superba interpretazione della vocalist Eleonora Bordonaro interprete di  un brano dalla colonna sonora di Nuovo Cinema Paradiso, composta da Ennio Morricone. Sul palcoscenico, il regista Premio Oscar, Giuseppe Tornatore, che nelle sue pellicole ha sempre colto e raccontato la sensibilità e la passione di personaggi attraverso la cura dei dettagli e l’attenta ricerca formale, al quale è stato consegnato il Taobuk Award alla Carriera, al germanista Claudio Magris che nella sua ultima opera “Non luogo a procedere” affronta l’orrore delle guerre e al Premio Pulitzer, Michael Cunningham il Taobuk Awards for LiteraryExcellence. Emozioni di parole e note, nell’interpretazione di Lina Sastri, attrice e maestra della canzone napoletana d’autore.
Ospite anche il regista Giacomo Campiotti, celebre per le fiction Braccialetti rossi e la miniserie tv Non è mai troppo tardi, dedicata alla vita di Alberto Manzi che lottò contro l’analfabetismo. L’attore siciliano, Leo Gullotta, ha deliziato il pubblico con delle letture, artista che nei suoi 54 anni di carriera è stato capace di passare con superba interpretazioni dal comico al drammatico, per questo gli  è stato conferito il Taobuk “Una vita per l’arte”. Durante la serata sono stati premiati anche i giovani vincitori del contest Noi e Gli Altri, ideato da Taobuk e Agenzia Nazionale per i Giovani, diretta da Giacomo D’Arrigo, Andrea Roncella (Roma) vince per la sezione racconto breve, mentre Marta Mattalia (Savigliano – Cn) per la sezione reportage giornalistico, che hanno condiviso un’esperienza di mobilità in Europa, affinché potessero raccontarla esplorando i concetti di diversità, accoglienza e tolleranza.
Una serata ricca di emozioni che aprono il nuovo capitolo della kermesse letteraria affrontando quelli che sono gli argomenti sui quali dovremmo meditare, elaborare e mettere in atto: più tolleranza e forza nel comprendere quanto sia importante, in punta di piedi, guardare oltre i pregiudizi e avvicinarci “agli altri”.

 

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A proposito dell'autore

Katya Maugeri

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

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