di Agnese Maugeri

CATANIA – Con Lina Wermuller e Tuccio Musumeci, che rappresentano parte importante della storia del grande schermo e del teatro italiano, protagonisti alla Scuola di cinema a Catania di Alfredo Lo Piero, non si poteva non parlare della crisi della cultura in generale e di certe espressioni artistiche che vengono addirittura umiliate.

Il “la” lo ha dato con il suo intervento Fiorenzo Napoli, esponente di una delle più antiche famiglie di pupari catanesi, ancora in piena attività, nonostante le crescenti difficoltà che devono superare anno dopo anno. La marionettistica dei Fratelli Napoli da tempo aspetta che il Comune di Catania trovi una degna soluzione per il loro materiale e per continuare a promuovere tutt’oggi l’antica arte dell’opera dei pupi. L’ultimo, solenne, impegno fu preso da due emissari del sindaco Enzo Bianco oltre sei mesi fa: Il Teatro dell’opera dei pupi, ralizzato alle Ciminiere della Provincia di Catania dal presidente Nello Musumeci, oltre dieci anni fa, sarebbe stato messo a loro disposizione entro un mese.

Di mesi, invece, ne sono pssati molti di più e pare che nessuno, dal Comune di Catania, abbia mai ufficializzato una richiesta in tal senso, non almeno al precedente commissario straordinario, il prefetto Giuseppe Romano.

“Qui a Catania c’è una tradizione secolare quella della Marionettista che riesce a portare avanti con grandissimi sacrifici e con professionalità la Famiglia Napoli – ha ricordato Daniele Lo Porto, moderato dell’incontro –. L’assurdità è che uno dei tanto deprecati centri commerciali stanno ospitando con uno spazio stabile e permanente, l’opera dei pupi cosa che le istituzioni, pur avendo fatto ampie promesse pubbliche non hanno mai mantenuto”.

La loro sede più naturale la famiglia Napoli, dopo tante battaglie, lo aveva trovato appunto alle Ciminiere dove il Teatro 10996347_861980113885945_1629318884783778437_ndell’Opera dei Pupi, 100 posti a sedere, è chiuso e non può per tanto essere usufruito e adempiere al suo scopo. Dopo molte parole, inutili, i Napoli attendono da parte delle istituzioni catanesi una casa per i loro pupi. Fortunatamente però, un uomo sensibile alla cultura, che svolge un lavoro che si reputa lontano dall’arte, Simone Rao, direttore del centro commerciale le Porte di Catania ha concesso alla Marionettistica Napoli un luogo adeguato dove creare un museo per tutti i loro attrezzi scenici, burattini, scenografie, teloni e un teatrino dove esibirsi e tramandare la nostra storia.

Lina Wertmüller conosce bene la famiglia Napoli e a spiegare il perché è stato Fiorenzo Napoli durante l’incontro “Ho dei ricordi di bambino quando nel 1960 lei insieme a Garinei e Giovannini è venuta a trovarci nel nostro teatro popolare dell’opera dei pupi scegliendoci per tutte le edizioni dello spettacolo teatrale “Rinaldo in campo” con Modugno, Delia Scala, Franchi e Ingrassia. Addirittura diede una parte a mia madre Italia Chiesa Napoli, unica sopravvissuta del cast, che interpretò il suo ruolo in tutte le rappresentazioni, per questo sono commosso e onorato oggi di averla qui con noi”.

Sindaci, presidenti, assessori, amministratori poco sensibili alla cultura non hanno voluto trovare un luogo adeguato per l’opera dei pupi, la tradizione va vissuta ma questo patrimonio di materiali unici e storici rischiava di sparire “se non fosse per il direttore Rao – sottolinea Fiorenzo Napoli – i nostri pupi sarebbero chiusi in un polveroso e umido deposito posto sotto degli uffici comunali, dai quali sgocciola acqua”.

L’aggregazione e lo spirito di battaglia è innato in noi siciliani e proprio per questo Alfredo Lo Piero, promotore della forza che scaturisce dalla sinergia tra artisti, uomini e idee a conclusione della conferenza si è proposto per stipulare un’unione tra il Centro Studi Laboratorio d’Arte e la Marionettistica Napoli “Un paio di mesi fa ho avuto il piacere di incontrare la famiglia Napoli per tanto oggi in loro presenza io metto a disposizione la mia struttura per le rappresentazioni artistiche, per i laboratori, per la divulgazione della loro arte nei giovani proprio come disciplina, perché si invoglino i ragazzi a scoprire le nostre tradizioni. Per tanto il centro nella stagione 2015-2016 sarà a completa e gratuita fruizione dalla famiglia Napoli e dei loro Pupi, la presenza di Lina Wertmüller serve oggi per coronare questo impegno”.

A. M.

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