di Agnese Maugeri, foto servizio di Vincenzo Musumeci

CATANIA – L’etimologia della parola Teatro deriva dal greco “theatron” che significa luogo destinato agli spettacoli, sostantivo derivante dal verbo “Theaomai”, guardare, vedere.

Recitare, l’atto che si compie all’interno del teatro, deriva dal latino “Re- Citare” e indica il tirar fuori la voce, chiamare, cantare. Con la traduzione nelle altre lingue, vedi l’inglese e il francese al termine recitare si è accostato quello di giocare.

Questa premessa è stata voluta per spiegare e rafforzare il concetto che ruota intorno al bellissimo progetto di Teatri Riflessi dal 26 al 28 giugno in scena all’ex Monastero dei Benedettini di Catania.

Il Festival dei corti teatrali che promuove il teatro e l’arte, un gioco magico iniziato nella notte dei tempi e oggi troppo spesso bistrattato.

VMM_4466Il tormentone di questa sesta edizione è “Cosa ti sei messo in testa? Piantala!”ed esprime perfettamente il senso del progetto ideato dall’Associazione Iterculture. Gli organizzatori, Alessandra Li Greci, Valentina Sineri e Dario D’Agata durante la conferenza stampa di apertura hanno spiegato l’essenza e la volontà della kermesse: “il progetto nasce dall’esigenza di avvicinare sempre più il pubblico al vasto mondo del teatro, sdoganandolo dalla sua accezione di “spettacolo colto” e offrendo delle pillole di un’arte completa che spazia dalla drammaturgia alla danza. Uno spettacolo aperto a tutta la cittadinanza e offerto gratuitamente che dona una grande possibilità alle compagnie teatrali di esibirsi ed esprimersi nella loro arte”VMM_4465

Un palcoscenico sotto le stelle in una cornice suggestiva come quella del monastero, 12 gruppi di attori provenienti da tutta Italia porteranno in scena i loro cortometraggi della durata massima di 15 minuti, dei veri gioielli.

Come ogni anno c’è un tema a cui tutti gli spettacoli dovranno attenersi, il fil rouge di quest’anno è “Radici”, durante la conferenza Valentina Sineri ha spiegato il motivo di tale scelta: “questa idea ci ha visto impegnati per diverse riunioni abbiamo discusso tanto sulla tematica da trattare in questa edizione. Siamo partiti da un senso di disaggio condiviso, noi siamo un gruppo di giovani tutti trentenni, apparteniamo a una generazione che si trova a vivere una contingenza storica, politica, economica particolarmente complessa, abbiamo voluto per tanto affrontare dal punto di vista artistico la VMM_4464tematica delle radici. Questo argomento è stato approfondito e studiato in entrambi i suoi risvolti. Il lato negativo è lo sradicamento, l’esigenza di andar via dal proprio territorio per sopravvivere, per poi effettuare un altro radicamento in un nuovo territorio portando con se la propria identità è innescando così una serie di innesti tra persone di origine diversa. Ma vi è anche un aspetto positivo che abbiamo trattato e cioè l’importanza delle radici siano esse familiari o culturali nella vita di ogni singolo individuo che rappresentano il suo modo di interfacciarsi con la società”.

Un senso di radicamento che gli organizzatori di Teatri Riflessi dimostrano nel portare avanti il progetto sin dal 2009 con particolare ostinazione, questa volontà di radicarsi nel territorio si è quest’anno ulteriormente consolidata con l’unione di Iterculture e Viagrande Studios, una collaborazione che condivide la volontà di creare radici e innesti artistici.VMM_4473

Teatri Riflessi è la testimonianza di come sinergie diverse operanti nel campo della cultura possono impegnarsi insieme e creare crescita e sviluppo, partner e co-organizzatore dell’evento è, sin dalla prima edizione, il Dipartimento di Scienze Umanistiche, il direttore Giancarlo Magnano San Lio, ha sottolineato l’importanza di tale evento “nonostante le difficoltà c’è ancora una fervida vivacità in questo ambiente, per questo l’Università e il Dipartimento di Scienze Umanistiche sostengono Teatri Riflessi con gran forza, quest’anno la manifestazione è entrata anche dentro l’iniziativa “Porte Aperte” dell’università che apre i suoi luoghi alla città. È decisamente difficile lavorare nella situazione attuale ma la consistenza e lo spessore che ha raggiunto il festival dei corti teatrali ci fa capire come ci sia una grande domanda di questo genere di iniziative e anche una vocazione per l’arte e la cultura e quindi il nostro compito come istituzioni culturali è quello di sostenerle VMM_4467stimolarle e permettere che si sviluppino”.

Tre serate di puro spettacolo e non solo, ci saranno anche momenti di intrattenimento e danza organizzati dai docenti e gli allievi di Viagrande Studios e poi ancora tanti ospiti e riconoscimenti speciali che verranno consegnati come, nelle sorse edizioni, a chi nel sociale, nella comunicazione e nel teatro ha fatto brillare un riflesso di luce nel nostro territorio, saranno così premiati il consorzio Catania Al Vertice, Antonio Mannino fondatore e direttore di Etna Comics, e il maestro Gianni Salvo.VMM_4453

Presenti al festival anche Stuzzicamente, un ristorante a cielo aperto che delizierà i presenti con la buona cucina siciliana, Obbiettivo Reportage workshop di fotografia, e l’area espositiva commerciale con artigiani e aziende locali.

Teatri Riflessi è un festival che si autofinanzia, anche quest’anno è possibile sostenerlo e concorrere a 5 premi in palio che potranno essere vinti acquistando un biglietto con un piccolo contributo di € 2,50; l’estrazione si terrà durante la serata finale del 28 giugno all’ex Monastero dei Benedettini.

Non resta che attendere ancora un giorno e poi finalmente si alzerà il sipario sul festival dei corti teatrali, Teatri Riflessi un progetto giovane che valorizza e arricchisce di cultura e arte la nostra città e che reca dei concretii “riflessi di luce” sul futuro di tanti giovani attori.

Agnese Maugeri

Foto Servizio: Vincenzo Musumeci

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