Euripide, Seneca e Camus per non morire, artisti uniti a sostegno del Piccolo Teatro di Catania, 29 ottobre ore 21

Salvare un teatro per salvare la cultura. E’ questo il grido d’allarme che si sta alzando a Catania dove una delle realtà teatrali più antiche della città rischia di chiudere i battenti per sempre: il Piccolo Teatro di Catania diretto da Gianni Salvo. Così questa sera  alle ore 21 la compagnia romana Mda Produzioni Danza di Aurelio Gatti (a Catania per presentare il “Viaggio del Guerrin Meschino” giovedì 30 al Teatro Sangiorgi) con gli artisti e le maestranze catanesi danno appuntamento al pubblico proprio al Piccolo Teatro per “Euripide, Seneca e Camus per non mo-rire”, una serata all’insegna della cultura per la cultura.
Cinque interpreti, tra attori e danzatori (Sebastiano Tringali, Cinzia Maccagnano, Gabriella Cas-sarino, Carlotta Bruni e Rosa Merlino) offrono il loro contributo per far fronte all’eterna emer-genza del teatro e della cultura: nello specifico le sorti del Piccolo Teatro di Catania, luogo, compagnia, centro teatrale storico della città etnea, diretto da Gianni Salvo.
In un panorama nazionale di dissesto culturale gli artisti si rimboccano le maniche e da una “passiva consapevolezza” hanno deciso di intraprendere la strada della partecipazione attiva, quale naturale e immediata risposta ad un situazione, tanto paradossale quanto assurda, come lo smantellamento del-la realtà teatrale e culturale del Paese, e in particolare a Catania.
E così il Teatro, che prima di essere un concetto è una pratica, risponde all’ennesima crisi come può, ovvero attraverso i suoi strumenti, quella pratica che significa ed esprime appartenenza: altra cosa dalla solidarietà un po’ social e generalista del “mi piace”, distante dalle parole d’ordine di pro-grammi culturali tanto vuoti da dare fastidio.
Ed ecco che il 29 ottobre alle ore 21 la Compagnia diretta dal coreografo e regista Aurelio Gatti, la Mda produzioni danza– che da anni lavora in Sicilia – sarà al Piccolo Teatro al fianco di Gianni Salvo e del suo teatro. Nel corso della serata non sarà messo in scena uno spettacolo “finito”, ma “pezzi” di un vasto repertorio che attingerà al Caligola di Camus, all’altera Ecuba di Euripide, alla straniera Medea, Taltibio, Polimestore, ovvero al repertorio di una compagnia teatrale che, come tutte le compagnie, ha una storia da raccontare, una vita che può essere immediatamente chiamata all’emergenza. Teatranti per i teatranti, ma se gli artisti fanno la loro parte, dall’altra ci si aspetta che il pubblico di Catania risponda numeroso, perché la chiusura di un teatro equivale alla scomparsa di una fetta di libertà per i cittadini, e anche questa volta la classe politica – locale e na-zionale – dimostra di non aver capito quanto il teatro, la drammaturgia e i suoi spazi, siano centrali e fondamentali perché un Paese possa considerarsi civile.
Ingresso libero con sottoscrizione volontaria, i proventi saranno interamente devoluti al Piccolo Teatro

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