Marco Iacona  –

Facce allegre questa mattina – 10 gennaio – a Palazzo degli elefanti. Il sindaco Bianco presidente del teatro “Bellini” durante una conferenza stampa nel salone di rappresentanza alla quale erano presenti 28 stagionali del “Bellini” ha reso noto che con apposita deroga – concertata tra comune e regione – sono stati prorogati i contratti dei lavorati del “Bellini” in agitazione da settimane per veder riconosciuti i loro diritti di lavoratori.

«In special modo voglio ringraziare Crocetta – ha detto Bianco alla fine di una riunione del Cda del teatro – con la nuova giunta regionale abbiamo trovato un’intesa e in particolare l’assessore professor Bruno Caruso [accanto al sindaco peraltro] e l’assessore Cleo Li Calzi che ha competenza per materia» e ha appena presentato un piano per il turismo. L’emendamento che riguarda i lavoratori del teatro e che tecnicamente si basa su meccanismi di diritto afferenti alla governance del “Bellini”, ha passato l’iter delle commissioni ed è poi stato votato a larghissima maggioranza dall’assemblea regionale. Con apposita norma (art 6, ddl 782) viene così derogata la normativa vigente che nega contratti a tempo determinato fino al 2015. «Il consiglio di amministrazione – continua Bianco – è lieto del fatto che è stata approvata la norma e lavoreremo affinché in futuro ci possa essere un ulteriore passo avanti». Si esce da una condizione pesantissima rispettando però gli impegni assunti. «Adesso – conclude il sindaco – ci aspettiamo lealtà e impegno da parte dei lavoratori». Il teatro deve poter bussare a qualunque porta, presentandosi perfino a fondazione private come il Banco di Sicilia e per far ciò ha bisogno di qualità e impegno.

Per l’assessore Caruso ha vinto il dialogo e il rilancio del teatro serve a recuperare credibilità e a creare un capitale culturale spendibile. Soddisfatti – ed è la cosa più importante – anche i precari del “Bellini”, in particolare Antonio Santonocito segretario regionale del sindacato autonomo Snalv Confsal, quarta organizzazione sindacale che con soddisfazione ribadisce le distanze dalle sigle sindacali confederate.

«Noi abbiamo lavorato – dice Santonocito – per raggiungere  il nostro obiettivo e abbiamo goduto di vasta solidarietà». I lavoratori restano precari, ma almeno un passo avanti è stato compiuto. Naturalmente, il futuro resta incerto, perché in primo luogo «bisogna capire se la legge che blocca le assunzioni per il pubblico impiego verrà rinnovata o ci potranno essere concorsi o assunzioni. Questione nient’affatto secondaria, «i lavoratori hanno maturato il diritto ad essere assunti per effetto di una legge nazionale». La stabilizzazione è ancora lontana, nel 2009 valutazioni di altra natura hanno impedito che i precari fossero assunti a tempo indeterminato, ma senza di loro il teatro non funziona. «I lavoratori, questi lavoratori, sono essenziali!».

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