di Teresa Fabiola Calabria

PALERMO – Il Teatro Biondo di Palermo e lo Stabile di Catania, uniti dal sogno comune di diventare Teatri Nazionali. Ma è solo un sogno o c’è un barlume di speranza? Lo abbiamo chiesto a Roberto Alajmo, sovrintendente del Biondo di Palermo.

 – Cosa lega il Teatro Biondo di Palermo allo Stabile di Catania?

“Finora, niente. Nei prossimi giorni andremo a verificare se è possibile fare questa “congiunzione” in tempi così stretti.”

 – Da dove nasce la volontà di ottenere lo status di Teatro Nazionale?

“Il fatto di diventare Teatro Nazionale consentirebbe di ottenere un maggiore finanziamento da parte del Ministero dei Beni Culturali”.

 – Si è vociferato anche di un’eventuale richiesta di unione con i teatri “minori” come il teatro “Al Massimo”: crede che si arriverà anche a questo?

“Si tratta di una possibilità che andremo a verificare nelle prossime ore”.

 – Per quanto riguarda gli abbonamenti, hanno subito delle variazioni?

“Gli abbonamenti sono aumentati moltissimo, quadruplicandosi.”

 – Infine, per quanto riguarda la situazione dei bilanci del Biondo, qual è l’attuale situazione?

“I bilanci attuali si mostrano in pareggio, il vero problema è costituto dall’indebitamento che si è fatto abbastanza pesante”.

Insomma, lo status di Teatro d’interesse Nazionale potrebbe aiutare moltissimo a risollevare l’attuale situazione d’indebitamento. Ci auguriamo che ciò avvenga quanto prima, nell’interesse dell’amore per la cultura e nel rispetto del lavoro di tante maestranze operanti nel settore.

 

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