CATANIA – Per non dimenticare. Per sviluppare nei giovani la conoscenza storica e prima ancora la coscienza del valore della pace. Il progetto didattico sulla Prima Guerra Mondiale, “Addio alle armi”, promosso dall’Associazione etnea studi storico filosofici e portato avanti unitariamente con una Rete di scuole catanesi – Boggio Lera, Cutelli, Principe Umberto, Spedalieri e Turrisi Colonna – giungerà domani, 22 maggio ore 17 al Teatro Musco, alla manifestazione conclusiva con il convegno dal titolo “Pace e guerra a cento anni dal primo conflitto mondiale”. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il Teatro Stabile di Catania, che porterà il suo saluto tramite il presidente Nino Milazzo, figura prestigiosa del giornalismo e della cultura. Prenderà poi la parola il prof. Alfio Pennisi, dirigente scolastico del liceo classico “N. Spedalieri”, istituto capofila della Rete di scuole partecipanti. Dopo l’introduzione del prof. Salvatore Distefano, presidente dell’Associazione etnea studi filosofici e ideatore del progetto, interverranno i due relatori della serata: Ernesto Galli della Loggia, famoso storico e editorialista del Corriere della Sera, e Federico Martino, docente di Storia del Diritto Italiano presso l’Università di Messina. Il progetto ha avuto il merito di avere avviato una profonda riflessione sul tema della pace a partire dagli avvenimenti bellici del 1914, quando il mondo intero fu sconvolto dallo scoppio del conflitto e dai massacri di cui esso fu foriero. Non per caso, secondo il grande storico E. Hobsbawm, il secolo scorso è cominciato nel 1914: “ Per quanti erano cresciuti prima del 1914 il contrasto col passato fu così drammatico che molti di loro […] si rifiutarono di scorgere alcuna forma di continuità con esso. […] La prima guerra mondiale coinvolse tutte le maggiori potenze e tutti gli stati europei, a eccezione della Spagna, dell’Olanda, delle tre nazioni scandinave e della Svizzera. […] In breve, il 1914 inaugura l’età dei massacri.”
Per il nostro Paese la guerra rappresentò una prova durissima: l’Italia pagò un prezzo altissimo in termini di vite umane e di immani distruzioni, dando inizio all’agonia dello Stato liberale, con la conseguente dittatura fascista. Nel corso dell’anno scolastico, il progetto ha coinvolto docenti e alunni attraverso la lettura del libro di Emilio Lussu “Un anno sull’altipiano”, la visione di film come “La grande guerra”, “Torneranno i prati”, “Orizzonti di gloria” e “Uomini contro”, lo spettacolo teatrale messo in scena dallo Stabile il 20 aprile scorso, a cura di Federico Magnano San Lio, “Le parole delle armi”. Peraltro, “Addio alle armi” ha avuto il sostegno del MIUR (Ministero Istruzione Università e Ricerca), che ha molto apprezzato la finalità del progetto: approfondire la conoscenza e la riflessione di docenti e discenti, coinvolgendo al tempo stesso le famiglie e l’intera società civile affinché le scuola diventi interprete della volontà di pace, di libertà e di uguaglianza tra i popoli sempre più invocate in questo difficile inizio del terzo Millennio

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