di Katya Maugeri

Un uomo d’altri tempi, un uomo che ha dedicato la propria vita al teatro, vivendo su quel palcoscenico che da anni era ormai la sua casa. Passione, dedizione e infinito amore, la sua, per una realtà che ormai sta perdendo il valore autentico. Si conclude così, l’atto più importante della vita di un attore che rimarrà nel cuore di moltissima gente, si è spento giorni fa il maestro Costantino Carrozza.
Carrozza, si era diplomato al piccolo di Milano, allievo di Giorgio Strehler, ha sempre avuto le idee molto chiare in merito ai suoi progetti artistici, non amava le opere dialettali ed ha sempre affrontato autori importanti e molto impegnativi primo fra tutti Luigi Pirandello, Shakespeare, Moliere, Verga, Osborne e tanti altri. Durante il suo percorso artistico ha collaborato con Cobelli, il suo maestro Strehler, Giuseppe Tornatore, Sironi, Mariangela Melato, Samperi. Lo abbiamo visto in innumerevoli fiction: La squadra, L’onore e il rispetto, Distretto di polizia, Il Commissario Montalbano. La sua versatilità lo portava ad affrontare qualunque ruolo, dal teatro, al cinema con abilità e professionalità. Un volto che rimaneva impresso nella memoria dello spettatore.

Abbiamo incontrato l’attrice Elisa Franco, la sua prima attrice, prima allieva, la prima ad affiancarlo nelle sue regie, la quale ha voluto chiarire molte incongruenze sulle notizie riportate in questi giorni sulla morte del maestro Carrozza, sull’ipocrisia presente in un ambiente così pregiato quale il teatro.
“Avevo sedici anni quando entrai nella compagnia Quarta Parete, mi ha insegnato tutto. Come esprimere le mie emozioni, come muovermi sul palcoscenico, il rispetto delle regole, l’importanza dello studio e la voglia di approfondirlo” dichiara commossa l’attrice e prosegue: “Ha rappresentato, insieme al teatro Stabile, una delle poche realtà teatrali culturali e professionali a Catania, purtroppo aveva sì tanti estimatori, ma tanta ipocrisia e invidia a circondarlo, ma ha sempre dimostrato sul campo il suo valore artistico e questa è sempre stata la sua risposta migliore”.
Elisa Franco ricorda tutti gli attori che hanno condiviso con lui questo grande percorso: Tony Gravagna, Roberta Giunta, Marco Cutrona, Gianluca Barbagallo, Nicola Diodati e Daniela Fernandes, e tanti altri. Tra sorrisi pianti, sacrifici e grandi soddisfazioni. E sottolinea quanta falsità in questi giorni, pur di apparire in prima pagina, quante commemorazioni da parte di attori che da anni avevano creato un totale distacco e quanta disinformazione pur di creare una notizia “d’effetto”.
1Costantino Carrozza non è morto sul palcoscenico. Alla fine del primo atto, sorrideva, a chiusura sipario si recava a indossare gli abiti del secondo atto. Aveva terminato “Tragico controvoglia” di Chechov e toccava a “La patente” del suo amato Pirandello. Gli attori dal loro camerino hanno sentito russare forte, aperta la porta, lo hanno trovato seduto con la testa poggiata sul tavolo. I soccorsi hanno tentato di rianimarlo in tutti i modi. Accanto a lui, Lina Gnani, moglie e devota del proprio uomo, colei che da sempre ha condiviso i suoi progetti, la sua passione, il perno e il sostegno di tutta la compagnia. “Dietro un grande artista c’è sempre stata una grande donna. La roccia che sosteneva il gruppo” afferma l’attrice.
Ieri, durante la celebrazione dei funerali, a dare l’ultimo saluto, i fratelli Franco e Massimo addolorati dalla grave perdita. Presenti molti giovani, ai quali lui dava la possibilità di esprimersi e crescere. Purtroppo, pochi presenti tra le maestranze del teatro catanese, erano lì gli amici di sempre: Salvo Saitta, Paola Abruzzo, Vincenzo Stroscio, Franco Licciardello, Stancanelli, Salvo Caniglia fonico della compagnia e grande amico, e molti altri a salutare e ringraziare il loro maestro del grande patrimonio artistico ricevuto.
Se n’è andato così, Costantino Carrozza, mentre faceva ciò a cui ha dedicato tutta la sua vita, tra gli odori degli abiti da scena, la commozione dei propri successi e il ricordo immortale che lascia nel cuore dei suoi “figli”.

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A proposito dell'autore

Katya Maugeri

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

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