Sabato e domenica in scena “Il mio grande grosso amico Aristocle” con musiche e regia di Toto Calì. Per riflettere sulla solitudine e sulla mancanza di sogni dei nostri tempi.
Ci si può sentire soli anche quando si è in mezzo a tanta gente. La solitudine: un male del nostro tempo. Nell’era di internet e dei social network sono sempre più numerosi coloro che si sentono abbandonati, emarginati ma, soprattutto, privati dei loro sogni. Già, quei sogni che da bambini tutti coltivano. E’ su tali temi che si snoda la trama della commedia “Il mio grande grosso amico Aristocle” di Melina Distefano che la compagnia Teatro a Tre Alterazione proporrà sul palcoscenico del teatro Don Bosco di Catania sabato, con doppio spettacolo alle ore 17 ed alle ore 21, e domenica alle ore 17 con musiche e regia curate da Totò Calì. “Se c’è una cosa che non vorrei mai dimenticare è la capacità di giocare, di inventare, di continuare a far vivere il bambino che è in me perché molto spesso essere adulti non è facile, – sottolinea il regista – in questo mondo pieno di regole a volte abbiamo paura di passare per pazzi quando, lasciando spazio alla nostra sana follia, ci permettiamo di sognare, riappropriandoci di quella dimensione intima e personale che ci riporta a quando, da bambini, tutto ci era concesso, perché i bambini hanno le chiavi per entrare in un mondo incantato fatto di favole e innocenza e forse anche i folli hanno un mazzo di chiavi simile”. Protagonista della messinscena è Felice che vive “al limite”, circondato da adulti che fanno cose da adulti. Un mondo intriso di solitudine in cui Aristocle, l’amico immaginario di Felice, rappresenta davvero la chiave di volta per non restare in un limbo in cui predominano silenzi ed indifferenza. Cast composto da Tino Mazzaglia, Salvo Sottile, Serafina Aiello, Melina Distefano, Toti Finocchiaro, Annalisa Parisi, Antonio Parisi con la partecipazione straordinaria di Giovanni Puglisi.

Scrivi