La “lezione di vita” di un clochard: risate e riflessioni con la commedia “Un barbone a colazione” andata in scena al teatro Don Bosco di Catania

Imparare dai più deboli, dagli emarginati, da coloro che sopravvivono in condizioni di estremo disagio. Accecati da una società ipercompetitiva, in cui spesso conta più l’apparenza che l’essere, sono in molti coloro che mettono in secondo piano principi e valori universali e i buoni sentimenti. Ma una “lezione di vita” può arrivare proprio dagli “ultimi”, così come accade nella trama della commedia in due atti di Salvatore Sottile “Un barbone a colazione” che la compagnia Teatro a Tre Alterazione, nell’ambito del cartellone curato dalla direzione artistica di Melina Distefano, ha proposto sul palcoscenico del teatro Don Bosco di Catania. Con la regia curata dallo stesso autore, il canovaccio della messinscena si basa sugli inconsueti rapporti che si instaurano durante uno strampalato ed artificioso pranzo che vede come protagonisti commensali dai tratti marcatamente caratteristici: la spregiudicata imprenditrice Lina De Marco (Melina Distefano) che, con l’aiuto del remissivo marito Matteo Mangiafame (Giovanni Puglisi), intende con tutti i mezzi conseguire l’onoreficenza di “cavaliere del lavoro”; il vescovo (Tino Mazzaglia) e un onorevole (Santi Cavallaro) chiamati ad esaltare la (finta) solidarietà della novella arrampicatrice sociale che ha invitato al tavolo dei commensali un maleodorante clochard (Salvatore Sottile) per conquistare il suo obiettivo; ed ancora, la “famelica” sorella di Mangiapane (Alba La Rosa). Un subdolo stratagemma che mette in luce vizi e virtù dei personaggi che si muovono sulla scena, su cui prevale ed emerge, alla resa dei conti, l’animo gentile e controcorrente del clochard che difende la sua dignità e disprezza il vile denaro. Cast completato da Annalisa Parisi, Gisella Nicolosi e Maria Giovanna Greco.

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