Chi non è rimasto affascinato dalla figura di Elena, una delle più belle donne dell’antichità? Per lei si scatenò a Troia una sanguinosa guerra durata dieci anni. Eppure un’altra Elena si scopre ai nostri occhi nel monologo lirico che il poeta Ghiannis Ritzos compose nel 1970. Dopo aver affrontato le più famose donne dei testi classici, da Medea a Crisotemi da Elettra a Cassandra, una delle più grandi interpreti del teatro italiano torna in Sicilia per la rete dei Teatri di Pietra. Giovedì 6 e venerdì 7 agosto Elisabetta Pozzi propone al pubblico siciliano di Teatri di Pietra la sua “Elena” per la regia di Andrea Chiodi. Due sole date: giovedì 6 agosto all’area archeologica di Eraclea Minoa (Cattolica Eraclea – Ag, ore 21.15) e venerdì 7 agosto, alla stessa ora, al Tempio di Hera di Selinunte. Lontana dagli stereotipi, questa Elena è una donna del presente a noi più vicina, che valuta la sua eccezionale esistenza . La versione di Ritsos del mito è un vero e proprio ribaltamento dell’immagine di Elena che la tradizione letteraria ci ha donato.
«La Elena presentata da Elisabetta Pozzi fa a meno della bellezza effimera – si legge nelle note del regista – , quella è andata via molti anni addietro, la sua bellezza adesso è ben altra, quella dell’esperienza. L’esperienza di una vita vissuta all’insegna dell’amore, tra le braccia forti dei vari amanti trepidanti per lei: quell’amore diventato adesso un ricordo che non genera più alcuna passione, ma solo malinconia e forse rimpianto. Questa Elena è una donna del presente, a noi più vicina, quasi un’amica che tra un bicchiere di whisky e una sigaretta si confida ad un soldato o al fantasma di un amante valutando la propria esistenza, eccezionale certo, ma che adesso sta volgendo alla fine. Senza più ritegno offre di sé un ritratto assai impietoso non vergognandosi di presentare nella sua vecchia abitazione fatiscente quel degrado e senso di vuoto che ora la circonda, oramai derisa anche da ancelle irriverenti che le fanno dispetti. Eppure la “vecchia” Elena di Elisabetta Pozzi oltre a regalare memorie, riflessioni, immagini che il tempo non scalfisce offre al suo pubblico il fascino eterno di chi ha acceso i cuori degli eroi, rendendo per questo anche lei un’eroina immortale. Recita con la classe della grande attrice, al colmo della maturità espressiva, dosando parole a gesti, sussurri a declamazioni, ondeggiando il corpo dentro il suo lungo abito nero sulle belle note della musica di D’Angelo». Si replica venerdì 7 agosto al Tempio di Hera di Selinunte
Mistras/Mda
Elena da Omero, Euripide, Seferis, Ritsos. Drammaturgia e musiche di Daniele D’Angelo, regia Andrea Chiodi con Elisabetta Pozzi.

Giovedì 6 agosto alle ore 21.15 il Giardino della Kolymbetra di Agrigento ospiterà l’ultima replica di “Esecuzione Ifigenia” scritto e diretto da Lina Prosa e con Miriam Palma. Lo spettacolo nasce da una collaborazione tra Miriam Palma e Lina Prosa che da tempo sperimentano una collaborazione che mette insieme i loro diversi linguaggi legati al testo, alla voce, al canto. L’appuntamento questa volta è con una nuova tappa dello spettacolo, frutto di un ulteriore percorso di ricerca, che ancor più valorizza la pluralità linguistica della trama drammaturgica. Ifigenia, di ieri e di oggi, è tutta nell’ambiguità del titolo: esecuzione come atto musicale, esecuzione come atto di condanna a morte. Il nodo di tale ambiguità è racchiuso in una sola presenza scenica che è allo stesso tempo l’esecutore e la vittima: Agamennone/padre e Ifigenia/figlia. Miriam Palma, attrice/esecutrice tiene insieme, in un unico corpo scenico, la duplicità creativa. Ne nasce una corrente contemporanea che coglie in pieno la condizione umana di oggi: allo stesso modo in cui la sorte dell’esercito greco è legata alle condizioni atmosferiche da cui dipende addirittura la spedizione contro Troia, così la nostra vita quotidiana di moderni è segnata dal responso meteorologico, nuovo oracolo capace di condizionare le scelte quotidiane. Drammaturgicamente ciò è possibile attraverso un teatro che abbatte i confini tra corpo, parola, suono, voce, canto… Dal crollo di tali confini la materia artistica assume l’aria di Opera, originale, fuori da ogni confronto con altra possibile Ifigenia. MDA Produzioni danza. Esecuzione/Ifigenia. Testo e regia Lina Prosa, Composizione vocale e ritmica Miriam Palma
Teatro Antico di Morgantina – Aidone
Giovedì 6 agosto alle ore 21.15 al Teatro Antico di Morgantina sarà messo in scena “Quando Elektra Muore”, suite in quattro quadri da Hugo Von Hofmannstahl, di cui firma regia e drammaturgia Manuel Giliberti. Elektra di Von Hofmannstahl è un testo che pur risentendo delle influenze della interpretazione goethiana della tragedia greca non è esente dallo spirito della Vienna fervidamente intrisa degli studi di Freud e di Breur, “invasa” di psicoanalisi e attenta alla nuova interpretazione dei miti. E’ interessante oggi ripercorrere questa scrittura dove i temi ricorrenti divengono simboli ossessivi: il sogno e il suo significato, il rapporto edipico, la tentazione incestuosa tra le due sorelle, la vendetta attraverso l’assassinio rituale , a segregazione non solo fisica ma mentale. Modernissima questa visione che si rafforza nella lettura delle note dell’autore che, alla maniera che sarebbe poi stata di Brecht, suggeriscono una distanza assoluta dalle tentazioni anticheggianti ed etnografiche. Non una Grecia antica suggeriva Hofmanstahl ma un cortile di palazzo dove oscure segrete e polvere, polvere dappertutto, conservano colpe e segreti irredimibili.
In “Quando Elektra muore” la materia incandescente delle follia e della conseguente lucidità si compone sotto in fissità improvvise, in accenni di danza trattenuta, in una sorta di delirante attonita passione. Si rende omaggio, in questa suite in quattro quadri firmata da Giliberti, all’idea più profonda di Hofmannstahl: Elektra vuole allontanare la soluzione tanto cercata nell’incubo, l’abbraccio del fratello e la morte di Egisto, perché il desiderio di vendetta è l’unico sentimento che la tiene in vita . La sfortunata figlia di Agamennone muove così le spirali di una follia dionisiaca che la fulminerà alla fine. Lo spettacolo replicherà il 12 agosto a Eraclea Minoa.

Quando Elektra muore. Suite in quattro quadri da Hugo Von Hofmannstahl, drammaturgia e regia Manuel Giliberti, scene e costumi Rosa Lorusso, musiche originali Antonio Di Pofi con Carmelinda Gentile, Giuliana Di Stefano, Cecilia Mati Guzzardi, Claudia Bellia, Laura Ingiulla, Deborah Lentini, Vladimir Randazzo
La rete Teatri di Pietra, ideata da Capua Antica Festival e diretta da Aurelio Gatti, quest’anno in Sicilia è promossa direttamente dai Comuni coinvolti con il sostegno dall’Associazione Teatri di Pietra Sicilia e Capua Antica Festival, in collaborazione con il FAI di Agrigento. Anche quest’anno Teatri di Pietra da vita a un percorso di arte e cultura che privilegia lo straordinario patrimonio storico e artistico siciliano e al contempo offre una concreta opportunità di sviluppo socio-culturale e crescita dei territori coinvolti: obiettivo principale è promuovere la conoscenza del patrimonio storico e paesaggistico della Sicilia attraverso lo spettacolo dal vivo e valorizzare aree straordinarie che si offrono ad una fruizione più ampia, coinvolgendo un pubblico diversificato e più vasto. Tutto questo nonostante la crisi, anche del settore, che non da tregua agli operatori dello spettacolo che continuano nonostante tutto a stare in prima linea, in scena sopra un palco che per tetto ha un cielo di stelle, convinti che la bellezza e il teatro possano dare vita a una nuova comunità. Ed è proprio questo il feel rouge che lega la programmazione siciliana di Teatri di Pietra 2015 che propone capolavori del Mito come testimonianza di una grande perdita, quella della comunità. Questo è lo spirito dell’undicesima edizione di Teatri di Pietra Sicilia: la ri-costruzione di una comunità consapevole e aderente alla proprio storia e identità attraverso il riconoscimento di quegli stessi luoghi, oggi siti archeologici o monumentali, che furono centro e cuore pulsante di civiltà. La ricorrenza di Teatri di Pietra Sicilia, che dal 2005 si propone puntualmente ogni anno nonostante le difficoltà, fa di questa manifestazione un appuntamento “atteso” , testimonianza di un progetto di rete culturale che aggrega e cresce intorno a un’idea innovativa di valorizzazione e sviluppo sostenibile dei territori. Una nuova edizione quindi, resa possibile grazie all’impegno delle Amministrazioni coinvolte che attraverso Teatri di Pietra ribadiscono la volontà a operare un diverso modo di fare “turismo/cultura e sviluppo” privilegiando progettualità che concretamente dialoghino con il territorio, le cittadinanze e le identità che queste esprimono e in cui i luoghi non siano solo demanio da affittare . Un progetto che anche in un momento di grande difficoltà riesce a esprimere la convinzione e la determinazione a fare della cultura e del patrimonio la risorsa principale di sviluppo delle cittadinanze coinvolte.
Informazioni: Gli spettacoli avranno inizio alle ore 21.15, fatta eccezione per Monte Jato (inizio ore 18)

www.teatridipietra.org; http://teatridipietrasicilia.blogspot.it/

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