Teatro, I protagonisti di “Studio Cappelli” raccontano la solitudine umana

di Elisa Guccione

CATANIA- “È uno spettacolo particolare con delle sfumature interessanti, che possono essere colte solo lasciandosi trasportare dalle emozioni di Anna”. Afferma Antonello De Rosa regista della pièce “Studio Cappelli”, tratto dalla storia di Anna Cappelli di Annibale Ruccello, durante la prova generale dello spettacolo che debutterà, nella cornice del Castello Ursino nell’ambito della rassegna “Estate Catanese”, mercoledì ventisei agosto. Cinquantacinque minuti in cui Alice Ferlito nel ruolo di Anna e Francesco Bernava nelle vesti di Tonino in un delirio di emozioni contrastanti raccontano l’intensa storia della protagonista. Incontriamo, dopo aver assistito in anteprima allo spettacolo, gli attori, il regista e il musicista Giampaolo Terranova scoprendo, in un’intervista corale, come sia nata la messa in scena di un testo che parla della solitudine umana senza annoiare o cadere nella banalità quotidiana.11884706_10206881504583382_4471886037353315550_o

-L’opera drammaturgica di Annibale Ruccello a cui è ispirato lo spettacolo è stata in parte stravolta. Quali sono state le scelte di quest’innovazione?

“Si trasforma il testo apportando delle novità importanti. Le visioni di Anna nell’opera originale sono “solo nominate”- spiega il regista Antonello De Rosa- mentre nello spettacolo prendono corpo. Il protagonista maschile, Francesco Bernava interpreta Tonino, una figura che oscilla tra il reale e l’irreale.  In teatro bisogna saper giocare divertendosi senza dimenticare di non prendersi troppo sul serio e creare ogni volta qualcosa di speciale e diverso”.

-Anna è un personaggio forte e particolare. Com’è avvenuto l’incontro con la protagonista di questa storia?

“Ci siamo piaciute subite. È un ruolo molto accattivante a cui dare vita. Interpretando le parole, le visioni e le debolezze di Anna – racconta Alice Ferlito – ho notato molte somiglianze con la mia persona. Sono convinta che questo spettacolo piacerà molto, perché tutti siamo un po’ Anna. Questa storia è pervasa da una profonda solitudine. I due protagonisti si scontrano sulla scena creando un forte legame dall’ironico al tragico”.FullSizeRender (4)

-So che le prove di questa pièce si sono svolte sempre nell’ormai famosa chiesa di San Francesco, luogo cult per spettacoli e workshop. Ci raccontate qualche particolare del backstage?

(Ride)

“Questo luogo ci ha dato l’opportunità di conoscere meglio noi stessi. Abbiamo lavorato tanto e seriamente. Ci siamo spesi molto per rendere al meglio questo spettacolo, perché in una scena quasi scarna ed essenziale e una colonna sonora presente solo in alcuni passaggi fondamentali dello sviluppo narrativo, abbiamo puntato tutto sulle nostre capacità e competenze professionali. Sono state due settimane intense e molto stimolanti”.

-Parliamo di Tonino, una figura significativa nella vita di Anna oltre che presenza esaltata fino all’estremo

FullSizeRender (2)“Tonino è una persona molto accattivante, che prende corpo dalle visioni di Anna e non si capisce se fa veramente parte della sua vita. Professionalmente- dichiara Francesco Bernava- è stato molto intrigante dare vita a questo ruolo, perché Ruccello ha una scrittura e un modo di vedere il teatro molto attraente, potremmo paragonarlo ad un Pasolini campano, perchè come lui ha sempre dato voce agli ultimi”.

-È stata scelta come colonna sonora dello spettacolo “LaTraviata” di Verdi. Come mai questa decisione?

“Anna è come Violetta- aggiunge Giampaolo Terranova – possiede tutto ma non quello che vorrebbe cioè l’amore”.

Elisa Guccione        

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