di Elisa Guccione

CATANIA – Fotografa gli scontri tra il mondo della cultura e della politica la pièce, “Il processo alle intenzioni”, del regista e drammaturgo Nicola Costa. Sul palco del teatro Piscator si consuma, utilizzando chiari riferimenti al pensiero Kafkiano, l’attuale distruzione del mondo teatrale ad opera dei giochi di potere, a cui l’arte è costretta a sottomettersi.

In una scenografia essenziale l’organizzatore di uno spettacolo mai rappresentato per problemi burocratici dell’ultima ora, un commissario che deve far rispettare la giustizia senza conoscerne la vera essenza e un gruppo di guardie che assecondano il potere del commissario. Lo scontro tra le parti è fondamentale per capire come la cultura sia stata costretto a scendere a patti con un sistema corrotto pur di tentare di diffondere il suo messaggio.

Un banco di prova ben riuscito per il gruppo del Laboratorio di Drammatizzazione 2014-15 dell’Accademia d’Arte Drammatica “Giovanni Grasso”, diretto dallo stesso Costa. Pippo Toscano, Livio Milazzo, Laura Trovato, Gabriele Montemagno, Rosetta Bongiovanni, Irene Galvagno, Giorgia Paone, Felicia Mancini, Ernesto Magri, Laura Tesei e Gai Musumeci hanno saputo esprimere con passionalità ed intensità il difficile momento storico in cui versa tutto il mondo dell’arte costretto ad inginocchiarsi ai giochi di un sistema cinico ed ignorante.

Elisa Guccione

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