Teatro, “La vita che mi diedi” una giornata a casa Pirandello

di Elisa Guccione

Foto Dino Stornello

CATANIA – Prosa e musica s’incontrano, sul palco del Castello Ursino, nell’ambito del Festival “I Art” diretto da Giovanni Anfuso e promosso dal Comune di Catania, per accompagnare i numerosi presenti in un particolare viaggio tra le pieghe dell’anima di Luigi Pirandello.

ph Dino Stornello

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La pièce “La vita che mi diedi”, diretta da Turi Giordano, con le scene e i costumi di Riccardo Cappello e le musiche di Alberto Alibrandi, racconta attraverso la viva voce dei protagonisti delle novelle dell’autore agrigentino non solo i sapori, gli umori e i pregiudizi della campagna girgentana ma focalizza l’attenzione sul dolore straziante della grande guerra che allontana l’adorato figlio Stefano dalle cure del padre.

Un’idea innovativa e vincente quella del regista che analizzando la produzione novellistica, superando anche la difficoltà del linguaggio dei testi, riesce ad incuriosire il pubblico, avvicinando anche i più giovani al complicato ragionamento pirandelliano, creando un collage delle domeniche dello studioso in cui, proprio nell’atto creativo, dà udienza ai suoi personaggi.

ph Dino Stornello

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Protagonista indiscusso e padrone della scena Francesco Foti, il quale è riuscito a realizzare un ritratto delicato e veritiero di Luigi Pirandello, autore e regista di se stesso sul palco come nella vita. Ironico e sarcastico quando dialoga con i tanti personaggi che accompagnati dalla servetta Fantasia, Raffaella Bella, pretendono di diventare i protagonisti di un romanzo o almeno di una novella e drammaticamente sincero quando riceve la notizia da parte del figlio di arruolarsi volontario al fronte.

Intensa anche l’interpretazione di Emanuela Muni, che dando vita a più ruoli è riuscita a regalare un crescendo di emozioni arrivando diritta al cuore della gente.

ph Dino Stornello

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L’ottimo affiatamento dell’intero cast, composto da  Davide Sbrogiò, Eleonora Sicurella, Raffaella Bella e i musici Samyr Guarrera e Giovanni Valastro, ha fatto in modo che si creasse una particolare e positiva sinergia tra attori e spettatori sin dalla prima battuta.

Elisa Guccione

Foto Dino Stornello

A proposito dell'autore

Passionale, grintosa ed innamorata del suo lavoro. Abbandona la carriera giuridica per realizzare il suo sogno: scrivere. Testarda e volitiva crede nella forza trascinatrice dei propri sogni e combatte per realizzarli. Sempre pronta con il suo inseparabile registratore a realizzare un’intervista. Si occupa di Teatro e Comunicazione da anni. Non ha paura delle sfide, anzi, la stimolano ad andare avanti.

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