di Agnese Maugeri

Catania – Teloni variopinti, sipari, cartelloni che narrano le impavide gesta dei paladini e poi loro, i Pupi, perfetti, bellissimi, con gli sguardi carichi di pathos, fermi in gesta eroiche. Sono gli stessi che da secoli portano nel mondo la nostra tradizione, raccontando le novelle di Orlando, Rinaldo e della bella Angelica.

Quei Pupi, sono il marchio della famiglia Napoli e rappresentano il nostro patrimonio culturale, diventati, dal 2001, un bene materiale e immateriale dell’Unesco.

Eppure, ancora loro, i Pupi, vengono abbandonati, trascurati, dimenticati dalle istituzioni, proprio da coloro che dovrebbero promulgare, incentivare e diffondere la tradizione e la cultura nel nostro territorio.

Ricordiamo la vicenda che la famiglia Napoli ha dovuto subire in questi anni, trovatasi senza casa per i loro amati Pupi, ha cercato l’aiuto da parte del comune di Catania. Dopo un lungo battage culturale e mediatico, portato avanti dalla giornalista Elisa Guccione, un anno fa, nell’aula magna dell’Accademia delle Belle Arti di Catania, le istituzione presenti avevano promesso ai Napoli di riaprire per loro e per i Pupi il teatro dell’opera dei pupi delle Ciminiere.

La promessa, com’è noto, non è stata mantenuta e, se non ci fosse stato l’aiuto provvidenziale di Simone Rao, direttore del centro commerciale le Porte di Catania, i Pupi sarebbero finiti reclusi in un triste garage, reso umido a causa degli uffici comunali posti sopra.

L’intelligenza e la lungimiranza di Simone Rao ha dato a disposizione della famiglia Napoli una nuova, accogliente e spaziosa dimora per i Pupi dove poter rinascere. In questa nuova sede le loro storie sono tornate sul palcoscenico. Le armature scintillanti, i vestiti sfarzosi le pennellate sferzanti dei sipari, tutto di nuovo in mostra per la felicità dei familiari, dei pupi e dei tanti, turisti e catanesi che ogni giorno vengono a scoprire e a ritrovare i cari Pupi.

Ad un anno dall’apertura del Teatro dei Pupi al centro commerciale le Porte di Catania, la famiglia Napoli ha indetto una conferenza stampa, per far il quadro della situazione e per presentare il cartellone degli spettacoli che si svolgeranno fino alle festività Agatine.

Listener-1All’incontro erano presenti, Fiorenzo Napoli, direttore artistico dei Fratelli Napoli, Simone Rao direttore del centro commerciale Le Porte, Lina Scalise, docente di storia del dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania e Alessandro Napoli, antropologo e coordinatore della conferenza.

Fiorenzo Napoli apre il dibattito facendo un excursus della vicenda dei Pupi: “da quel 27 ottobre 2014 non abbiamo avuto alcun segno ma solo grande silenzio”. Ed ancora aggiunge: “Grazie all’aiuto disinteressato del direttore del centro commerciale “Le Porte di Catania” i nostri pupi, la nostra storia e le nostre tradizioni secolari hanno trovato una fissa dimora in cui poter raccontare ad un pubblico sempre più eterogeneo e vasto le gesta eroiche dei nostri paladini, programmando una nuova ed intensa rassegna teatrale”.Listener-5

Cinque, per ora, gli spettacoli che andranno in scena, presentati da Alessandro Napoli. Si inizia sabato 31 ottobre con la rappresentazione del “Guerrin Meschino”, proseguendo con “Uzeta, paladino di Catania”, “Rinaldo e Ginevra, ovvero l’aspra legge di Scozia”, “La natività di Gesù bambino” e “La passione di Agata”, ma come ribadito più volte in conferenza stampa si aggiungeranno altri spettacoli per completare la programmazione fino a giugno.

Listener-6La professoressa Scalise nel suo intervento parla del protocollo d’intesa che la famiglia Napoli ha sancito con l’università, un accordo che salvaguardia la tradizione puntando al futuro. “Dal patto stipulato con il Dipartimento di Scienze Umanistiche quasi un anno fa sono nate mostre, cataloghi ed approfondimenti culturali importanti. Questo è un esempio utile da seguire e da far imitare anche agli altri Enti e Istituzioni, in modo da far conoscere la cultura e la storia della nostra terra nel mondo”.

Quello che questa nuova casa dei Pupi, al centro commerciale, ha recato alla famiglia è una fetta di pubblico più grande ed eterogenea che accosta i fedeli appassionati dello spettacolo dei pupi ai curiosi e nuovi visitatoriListener-8 che ne restato affascinati e innamorati. Infine il direttore Simone Rao ha sottolineato la sua volontà nel continuare questo sodalizio con la famiglia Napoli e con i loro Pupi: “scommettere sulla cultura non può far altro che migliorare la qualità della vita, vedere ogni giorno famiglie e turisti che affollano un centro commerciale respirando storia e sapere rende il lavoro quotidiano sicuramente più affascinante e stimolante”.

Una conferenza ricca di sentimento, sia da parte degli interlocutori che dal pubblico presente che con domande e curiosità ha reso ancora più attivo l’incontro, conclusosi con una intensa performance del baritono Giovanni Di Mare che ha cantato la celebre serenata “E vu durmiti ancora”.

I Fratelli Napoli, pupari da cinque generazione presto taglieranno il traguardo dei cento anni di attività continua e ininterrotta, noi gli auguriamo che la loro e la nostra tradizione continui per sempre.

Agnese Maugeri

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