di Maria Morelli

Il Teatro Massimo Bellini di Catania, dopo il grande successo di orchestra e coro nella Bohème proposta nello scorso settembre all’interno del Sito archeologico e divenuta un evento di portata mondiale, sarà ancora protagonista di un tour a Pompei. Domenica 28 dicembre alle 18.30, infatti, i 64 orchestrali del Bellini, diretti ancora dal maestro Alberto Veronesi, suoneranno per il Concerto di Capodanno nel Teatro Mattiello Di Costanzo del Santuario della Beata Vergine del Rosario, che attrae ogni anno quasi due milioni di pellegrini.

Il concerto proporrà un repertorio che abbraccia i grandi capolavori classici del valzer viennese di Johann Strauss, da “Rose dal Sud” al “Valzer dell’Imperatore”, dal “Valzer Voci di Primavera” al “Sul Bel Danubio Blu” e all’ouverture dall’operetta “Il Pipistrello”, il tutto introdotto dalla ouverture della “Norma” e dall’immancabile Inno di Mameli.

La Bohème di Pompei – ha commentato il sindaco di Catania Enzo Bianco – è stata un autentico trionfo internazionale al quale la nostra città ha saputo dare un grande contribuito con il Coro e l’orchestra del Teatro Massimo Bellini magistralmente diretta dal maestro Alberto Veronesi, una delle eccellenze italiane nel mondo, in quell’indimenticabile serata del 18 settembre scorso che ha riaperto, dopo duemila anni, il Teatro Grande di Pompei.

“La nostra bella Bohème – ha detto il maestro Veronesi – è stata distribuita, dopo Sky, alla Rai e ad altre più di 80 televisioni internazionali, oltre a essere stata comprata da Sony Music, per un Dvd che uscirà quando finiranno le esclusive televisive. Sono felice e orgoglioso di avere collaborato a creare un ponte tra la città di Catania e Pompei e il concerto di capodanno sarà un ulteriore tassello di questa collaborazione che ci vedrà impegnati anche nell’estate del 2015. Attraverso i meravigliosi artisti che lavorano nel Bellini – ha aggiunto Veronesi – mi sento molto vicino a Catania, una città che respira cultura musicale e che, grazie a una politica illuminata, si sta sempre più affermando nel mondo come meta culturale d’eccellenza”.

Maria Morelli

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