Teatro: Sei “Personaggi” in cerca di un sogno. La dirompente comicità di Antonio Albanese

di Katya Maugeri

“Vorrei che dopo un mio spettacolo tutti si sentissero un po’ meno soli, un po’ più allegri, un po’ più forti, vorrei abbracciarli tutti. La risata è un abbraccio, un bisogno che ci sarà sempre” .

Gioco di luci, camminata segmentata, espressione apparentemente timida e tentennante, che scatena da subito la risata del pubblico. È il ritorno sul palco di Antonio Albanese con i suoi “Personaggi”, presso il Teatro Metropolitan di Catania, ieri 20 febbraio, con testi di Michele Serra e dello stesso Albanese, scritto con Piero Guerrera, Giampiero Solari, regia di Giampiero Solari. Nessuna scenografia di supporto solo un effetto luce che si muove accompagnando le sue performance e una valigia. Rossa. Il bagaglio delle nostre paure. Un grande mattatore che non delude affatto il suo pubblico, con il quale interagisce e dialoga alternando la presenza di quei personaggi ai quali – durante questi anni – ci siamo inevitabilmente legati: da Ivo Perego a Cetto La Qualunque, da Epifanio ad Alex Drastico, passando per l’Ottimista e il Sommelier, volti che hanno saputo individuare ed esorcizzare i tic e le ossessioni tipiche della nostra società.  Il vero talento di Albanese – infatti – risiede nello straordinario lavoro sul corpo performante, che denota una grandissima capacità di osservazione del reale, raccogliendo dettagli e riflessioni che rendono “umani” i mille volti attraverso i quali racconta la quotidianità. Personaggi nei quali risiede alienazione, la nevrosi, un ottimismo insensato e una solitudine latente. La realtà diventa così palcoscenico sul quale esibirsi, indossando volti che riconosciamo come figure umane e prototipi della nostra società, guardata con occhio attento per captarne difetti, abitudini e paure. Dall’immigrato che non riesce a integrarsi al Nord, all’infaticabile imprenditore settentrionale, dal paradossale e simpaticissimo sommelier che decanta il vino, al politico più divertente e affascinate che ci sia mai stato in Italia, dal visionario Ottimista ai teneri sogni internazionali di Epifanio. Antonio Albanese non fa solo ridere. Lui, attore di Accademia, sa distinguersi, sia in teatro sia al cinema interpretando – magistralmente – personaggi che non rappresentano solo il lato comico della realtà, ma ne riflettono un’amara riflessione: dietro il personaggio di Cetto La Qualunque c’è un politico corrotto e volgare, sessista e per niente istruito che non si limita a far ridere per la sua ignoranza, ma che, come ribadisce spesso Albanese, non è altro che un personaggio nato dai discorsi (reali) di alcuni politici nelle Camere dei Senatori e dei Deputati italiani. Attraverso una mimica che a volte sfiora l’eleganza e la grazie del balletto, Albanese dà vita a dei volti che incarnano non solo concetti, ma veri e propri stati d’animo, la dolce timidezza di Epifanio e la subdola arroganza del Ministro della Paura, vivono in noi non in forma astratta ma fisica, reale e dinamica.
Frammenti di realtà quotidiana che molto spesso cerchiamo di rimuovere con atteggiamento di totale indifferenza, per evitare di perderci in quel vuoto ideologico che fa parte della società attuale, che “non va, non va proprio” come dice la battuta finale dello spettacolo invitando il pubblico a credere ancora nei sogni, a non mollare. Uno spettacolo caratterizzato da luci, risate, ombre e volti, proprio come l’essenza di ognuno noi!

 

K.M.

A proposito dell'autore

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

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