Applauditissima durante tutte le sue rappresentazioni e le sue repliche, l ’operetta ” La danza delle libellule ” di Franz Lehar e Carlo Lombardo, chiude la strepitosa stagione teatrale 2014/2015, del Teatro Franco Zappalà di Via Autonomia Siciliana 123/A, Palermo.
La danza delle libellule è l’unica operetta nata in Italia ad aver varcato trionfalmente il confine nazionale. Non è raro ascoltare ancora oggi nei concerti operettistici dei paesi del nord arie di questa operetta. Uno dei motivi principali di questo successo fu il connubio con il celeberrimo Franz Lehár, che ne firma le musiche. Abbondano i tempi di marcia, ma si tratta di motivi attraenti piacevoli da ascoltare. Nel valzer lento “Neve, gel” è evidente lo stile di Lehár, così come negli altri numeri affidati al soprano e al tenore, mentre la mano di Lombardo è evidente nelle danze alla moda e nei brani d’insieme.
La trama si svolge presso l’Hotel du Parc nelle vicinanze del castello di Nancy, dove il nuovo proprietario il sig. Piper, produttore di champagne, darà una festa per l’inaugurazione ufficiale e per ricordare a tutti che con l’acquisto del castello ha anche acquisito il titolo di Duca. All’Hotel du Parc la vita sembra scorrere allegra e beata, fra gite sul lago ghiacciato e feste notturne: in realtà la proprietaria dell’albergo, Tutù Gratin è assai annoiata e per rompere la monotonia, benché sposata, pretende che uno dei suoi ospiti, il baldo e affascinante cacciatore Carlo, le faccia delle avances. Anche le sue amiche, Carlotta, sposata con Pomery ed Elena Cliquot, vedova, sembrano attratte dal giovane, come le libellule dal fuoco, ma questi ha promesso al padre che non dilapiderà più il suo patrimonio per amore di una donna. A un certo punto Carlo, viene sorpreso nel parco a cacciare di frodo, viene così condotto al castello e costretto a vestire i panni di Adone nell’imminente recita che si sta organizzando per i festeggiamenti. Carlo espierà in tal modo la sua colpa per aver cacciato di frodo. Arriva nei pressi del castello anche Bouquet Blum, uno spiantato attore che spera in una scrittura per la recita della sera al castello, naturalmente viene subito coinvolto. Durante le prove, fra Carlo e la refrattaria e bella Elena, a cui è affidata la parte di Venere, scocca un sentimento molto tenero, che fa infuriare Tutù e Carlotta mentre Bouquet prepara un bellissimo finale per lo spettacolo uno scatenato fox-trot parigino che ballerà con Tutù e manderà tutti in visibilio. Mentre la festa sta salendo di tono, arriva al castello un dispaccio nel quale si annuncia che il vecchio proprietario del maniero, il duca di Nancy, è stato reintegrato in tutti suoi ruoli e quindi anche nella proprietà del castello. Questa notizia ha l’effetto di una bomba; tutto quanto viene sospeso. Ed ecco arrivare alla notizia choc: il duca di Nancy è lì in mezzo ai festaioli, ma chi è questo misterioso duca: altra “bomba” il duca è nientemeno che il giovane Carlo, che nello stupore generale chiede solennemente la mano della donna di cui è innamorato, la soave Elena, una delle tre libellule. Tutto è bene ciò che finisce bene, come del resto è insito in tutte le operette. Bouquet diventerà il maggiordomo del duca, mentre Tutù e Carlotta, le altre due libellule, entrambe sposate, riusciranno a nascondere ai loro mariti, un certo passato con Carlo.
Le melodie di quest’operetta, resteranno immortali: citiamo le tre più conosciute: “Bambolina”; “Neve e gel” e la più eccitante di tutte il “Fox-trot delle gigolettes”. “ Lehár aveva capito cosa voleva il pubblico e quale era la nuova funzione dell’operetta. La parola d’ordine era seduzione: in senso musicale, nei contenuti, nel fascino dell’ambientazione, nelle pieghe della comicità. Le partiture di Lehár da sempre inebriano il pubblico di piacere per la vita, di favola e di sogno, di risvolti dolceamari che sono prontamente riscattati dall’umorismo e dal sorriso”.
Anche per questa operetta le voci sono quelle di Anita Venturi, Domingo Stasi, Elisabetta Giammanco, Silvia Felisetti e Alessandro Brachetti che ne cura anche la regia come per l’entusiasmante “Al Cavallino Bianco” che ha aperto la stagione teatrale. Affiancano le note voci liriche nel costrutto recitativo del lavoro i superbi attori Paolo La Bruna Ivano Falco, Salvo Dolce e Sergio Di Blasi. Dirige l’orchestra del Teatro Franco Zappalà il M° Michele De Luca. Le scenografie sono di Giovanni Vallone, i costumi di Domenica Alaimo, audio e luci sono a cura di Giovanni Russo e Francesco Di Gesù.

La prima dello spettacolo andrà in scena sabato 9 maggio alle ore 21,30 e vedrà quattro repliche:
domenica 10 maggio alle ore 18,30, giovedì 14 aprile alle ore 18,30, sabato 16 maggio alle ore 17,30, domenica 17 aprile alle ore 18,30.
L’appuntamento con il Teatro Franco Zappalà, si rinnova quindi per la prossima stagione teatrale che si annuncia già colma di clamorose sorprese.
La campagna abbonamenti per la stagione teatrale 2015/2016 “Una stagione così grande” è già aperta.
Il botteghino è aperto dal lunedì al sabato dalle 09,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 19,00, La domenica dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 19,00.
Per info: tel 091 543380 – 091 326784.

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