CATANIA – Debutterà Giovedì 26 al teatro del Canovaccio di Catania, in replica sino a Domenica 29 il nuovo spettacolo scritto e diretto da Nicola Costa, Direttore Artistico dell’Accademia d’Arte Drammatica “Giovanni Grasso” e del Cento Studi Teatro e Legalità di Catania. Un omaggio a Pasolini nel 40° anniversario della morte, anche se di commemorazioni Costa non ama sentir parlare. “Troppo semplice parlare di Pasolini in occasione di una ricorrenza, – afferma il regista – in Italia tutti commemorano, ma qui non c’è niente da commemorare. Pasolini, soprattutto, non si commemora. Si studia semmai. E si rappresenta”. L’amore è la chiave di lettura dello spettacolo, nonché l’unico accesso alla comprensione di un percorso che, secondo l’autore e regista catanese, non può che compiersi nella direzione del più nobile dei sentimenti. “Ho scelto di studiare a lungo Pasolini rileggendo le sue dichiarazioni, rivedendo i suoi film, approfondendo i suoi testi e accogliendo le testimonianze di chi lo ha conosciuto personalmente e profondamente. Il ritratto emerso è quello di un uomo-poeta attento alla lotta di classe, alla dimensione politica, contestatore della vecchia e nuova borghesia che mirava ad integrare il sottoproletariato, ma anche di un uomo molto più semplice ed orientato ai valori ed alla bellezza rispetto a quanto la sua stessa immagine pubblica, spesso severa e non sempre di facile comprensione, rappresentasse. A quel Pier Paolo Pasolini – conclude Costa – ho mirato, l’unico che in questo momento della mia vita artistica e personale potessi essere in grado di accogliere, interessarmi e restituire al pubblico”. Del resto, la forza dei grandi intellettuali è sempre stata questa alternanza tra conoscenza e ideologia, tra attivismo e semplicità, perfettamente riscontrabile nel testo di Costa. Uno appuntamento da non perdere dunque, uno spettacolo organizzato dal Nuovo Premio Scena di Santi Consoli, che donerà in beneficenza i proventi delle serate catanesi, e si presenterà con la formula dell’inedito, del lavoro intellettualmente ricercato e artisticamente ben curato ma, soprattutto, di una ricerca culturale che mira direttamente all’anima senza troppi giri. La pièce porta con se anche quell’inevitabile ed inequivocabile tocco di melanconia ed amarezza che consegna allo spettatore reso partecipe attivamente e, dunque, coinvolto. Nel cast, oltre allo stesso Costa, gli attori Franco Colajemma, Nicola Diodati, Eleonora Lipuma, Alice Sgroi e Sebastiano Mancuso, assistiti da Chiara Tirone e Gloria Di Paola.

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