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di Anna Agata Mazzeo

Catania – Fissato per oggi un appuntamento  in Prefettura, per far fronte alle richieste dei lavoratori.

I sindacati incontreranno stamattina le istituzioni: “la richiesta è un tavolo tecnico con la Direzione del teatro, il Consiglio di Amministrazione, l’Assessorato Regionale al Turismo e il Comune di Catania per risolvere la crisi del Teatro Stabile” dichiarava ieri il sindacalista Cgil Davide Foti.

“Lo sciopero è permanente, siamo stati convocati in prefettura per lunedì mattina. Sul tetto ci sono una trentina di lavoratori, siamo riusciti a convincerli a scendere per la notte, ma dormiranno dentro lo Stabile”.

Nell’incontro di oggi si cercherà di ottenere una soluzione sui ritardi ai pagamenti.

L’ obiettivo è ricevere le mensilità arretrate, ma anche certezze per il futuro.

Ieri pomeriggio oltre 30 dipendenti del Teatro Stabile, intorno alle 14, sono saliti sul terrazzo del teatro di via Giuseppe Fava per manifestare contro l’indifferenza delle istituzioni.

I dipendenti, infatti, non ricevono lo stipendio dallo scorso mese di novembre, così dopo diverse assemblee e data la totale indifferenza da parte delle istituzioni, hanno deciso di occupare l’edificio.

La zona del teatro Verga è stata circondata dalle Forze dell’Ordine e dai Vigili del fuoco al fine di scongiurare un gesto estremo.

Due le squadre di pompieri impegnate insieme alle forze dell’ordine, a circondare il perimetro del teatro. Sotto il cornicione è stato steso il telo gonfiabile e sistemato l’autoscala per interventi immediati.

La situazione economica del Teatro Stabile è sotto i riflettori  da ben due anni, ma lo scorso venerdì, quando un ufficiale giudiziario si è presentato all’ingresso del teatro di via Giuseppe Fava per pignorare le poltrone, a causa di un debito di poche migliaia di euro, la situazione è divenuta insostenibile.

Ciò che si teme è che la precaria situazione delle casse dell’ente teatrale provochi la necessità di tagli al personale.

Un dramma che travalica le consuete scene del palco per sfociare in un disagio che accomuna tutte le famiglie dei dipendenti. La mancata erogazione degli emolumenti finisce con l’interferire sull’impossibilità di far fronte ai pagamenti dei mutui accesi e ai debiti contratti, da ciascuno di essi in precedenza,  senza trascurare le più basilari necessità di sostentamento.

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