CATANIA − ”La situazione che si sta verificando nel Teatro stabile di Catania rappresenta l’ennesimo flop di questa amministrazione”, lo dichiara  Giuseppe Castiglione, capo gruppo di “Grande Catania” al Consiglio comunale.  “Opposizione e maggioranza avevano chiesto, in tempi non sospetti, le dimissioni del presidente dell’ente. Peccato che il sindaco, ancora una volta, non ci ha dato ascolto e alla fine il dottor Milazzo si è dimesso da solo. Si tratta di un’altra dimostrazione di come tra la città (ed i suoi enti) ed il primo cittadino ci sia un distacco enorme. Chiediamo quindi al sindaco precisi chiarimenti sul futuro del Teatro Stabile di Catania”, conclude Castiglione.

Intanto, continua sul quotidiano cittadino il botta e risposta tra l’ex presidente Nino Milazzo e il deputato regionale Nicola D’Agostino. Motivo dello scontro la proroga del contratto al direttore Giuseppe Dipasquale (“per dare una continuità artistica al Teatro”, ha sottolineato Milazzo), quest’ultimo ritenuto colpevole del disastro amministrativo dell’istituzione culturale catanese. Negli anni passati le difficoltà dello Stabile sono state certamente aggravate  dai contrasti tra l’allora presidente Pietrangelo Buttafuoco e il presidente della Regione Raffaele Lombardo, che lo aveva fatto nominare da presidente della Provincia. Poi la violenta “rottura” tra Buttafuoco  e Lombardo provocò, nei fatti, una ritorsione con il drastico  taglio dei contributi regionali. Adesso, a distanza di anni, D’Agostino, che faceva parte di quella maggioranza, con Lombardo, e adesso di quella con Crocetta,  vuole dare la sua versione dei fatti, a modo suo tecnica.

“Le dichiarazioni da parte dell’on. D’Agostino ci costringono ancora una volta a fare chiarezza e a ripristinare verità – dichiara il vice presidente dello Stabile, Jacopo Torrisi – che credevamo ormai assodate, ma tant’è!

L’on. D’Agostino nega forse che nel maggio del 2012 il compianto Lino Leanza insieme a Salvo Pogliese avevano presentato un emendamento che avrebbe consentito un fondo di 500.000 euro per lo Stabile di Catania e che lui si scagliò contro durante la seduta parlamentare dell’ARS? Delle due l’una: o si è schierato contro il teatro della sua città allora o non lo ha fatto; noi non dimentichiamo le sue parole di allora, parole dure, espresse al Parlamento regionale contro il teatro della sua stessa città.

Sulla presunta evasività delle risposte fornite al tempo dal Teatro in commissione parlamentare, ribadiamo che furono fornite tutte le spiegazioni richieste, ora come allora lo Stabile, lo ricordiamo, ha visto approvare tutti i suoi bilanci anche da parte della Regione, i cui uffici di ragioneria sono particolarmente rigorosi. Il teatro fu addirittura in commissione accusato di sponsorizzare squadre di pallavolo, salvo poi scoprire che l’accusa era infondata con tanto di scuse…

L’azione di “critica costruttiva” dell’On. D’Agostino si è conclusa, lo ribadiamo, con la bocciatura di un finanziamento che avrebbe portato aiuto e respiro al Teatro Stabile di Catania.

Nessuno obietta che la Regione abbia stretto la cinghia dal 2012 in poi, ma è sufficiente guardare le leggi finanziare per verificare come lo Stabile di Catania abbia subito decurtazioni in percentuali ben maggiori di tutti gli altri teatri pubblici siciliani. D’Agostino ci rimprovera di avere chiesto che tali decurtazioni venissero eliminate. Cosa avremmo dovuto fare? Abbiamo lottato per garantire una continuità al nostro Ente. Del resto tutti i teatri pubblici siciliani (insieme a quelli privati, oggi allo stremo delle forze) hanno vigorosamente protestato per le riduzioni dei fondi, non comprendiamo in cosa consista la censura che ci viene mossa, ribadiamo che era nostro dovere farlo.

Non occorre che D’Agostino ci mostri alcun bilancio del 2011, lo abbiamo già, e ci sono scritte cifre diverse, molto diverse da quelle da lui dichiarate. Quelle che chiama impropriamente “consulenze” erano incarichi di pianta organica. C’era effettivamente una consulenza artistica, in effetti onerosa, che fu prontamente tagliata proprio nel 2011, ponendo fine alla scelta operata da parte di un Cda totalmente diverso: oggi non esiste nessun attore, o famiglia di attori, che a Catania possa sperare in consulenze simili – sottolinea Jacopo Torrisi – , quei tempi sono finiti! Di questo, almeno di questo, siamo certi anche D’Agostino sarà contento.

Per il resto, le cifre che scambia per interessi passivi sono semplici oneri finanziari e le spese di trasporti e facchinaggio che fornisce sono semplicemente errate. Così come è errato dire che nel 2011 il teatro abbia maturato costi per 8.000.000 e ricavi per 2.000.000, nel 2011 il Teatro Stabile di Catania ha chiuso il suo bilancio in attivo con costi pari a 8.252.691,83 e con ricavi pari a 8.253.484,93.

Anche sugli abbonati della scorsa stagione sbaglia le cifre, parla di 2000 abbonati, mentre ne abbiamo avuti 6.000.

Per riprendere le sue parole “davanti a questi numeri di cosa dobbiamo parlare”? Rispondiamo dicendo: ma questi numeri è certo di conoscerli per averli letti o si è affidato a fonti più incerte…

Le attuali difficoltà economiche in cui versa il teatro emergono proprio perché ci siamo occupati molto anche della produzione oltre che dei lavoratori (che certo rimangono in cime alle nostre priorità), tanto è vero che le produzioni dello Stabile sono oggetto di lusinghiere critiche sulle maggiori testate nazionali e internazionali e continuano a riscuotere premi in giro per il mondo. Sostenere che il calo degli abbonamenti negli ultimi anni sia la prova che il Teatro Stabile sia decaduto denota un approccio un po’ troppo semplicistico ed una scarsa conoscenza del panorama teatrale italiano, che conosce una crisi diffusa, non certo imputabile alle povere spalle del Cda dello Stabile di Catania.

Certo, insistiamo, risulta strano che questa “disastrosa” situazione del nostro Teatro, scuota la coscienza dell’on. D’Agostino proprio in questi giorni di scadenze delle massime cariche del teatro, coscienza che è rimasta quiescente per due anni dopo il sussulto profuso alla decurtazione dei fondi a noi destinati nel 2012.

Per quanto attiene i nostri rapporti col Comune di Catania, che ha espresso, come socio, una posizione più che legittima sulla direzione artistica del teatro, chiariamo che il Consiglio di Amministrazione ha proceduto nel pieno rispetto della legge e dello Statuto. Definire vergognosa una delibera prevista dalla legge non ci pare molto sensato; a chiarimento aggiungiamo che  abbiamo deliberato al direttore Giuseppe Dipasquale una proroga di alcuni mesi finalizzata a garantire una continuità artistica e amministrativa. A chi teme ipotetiche nullità contrattuali, da cui potrebbero derivare interruzioni di versamenti da parte del Ministero, rispondiamo rassicuranti di andare a leggersi il Codice civile dove troveranno la dimostrazione dell’infondatezza di questi spassionati timori.

Quanto all’ipotesi di uno sdoppiamento dell’incarico di direttore in direttore artistico e direttore amministrativo, è stata attentamente vagliata da questo Cda tempo addietro, ed è stata scartata proprio perché, quella sì, non espressamente prevista dalla legge, e si sarebbe tradotta in una dispendiosa consulenza esterna che non abbiamo alcuna intenzione di sostenere. Inserire un manager in pianta organica potrebbe apparire una buona soluzione se non comportasse l’immediato decadimento dallo status di “tric” (teatro di rilevante interesse culturale) con conseguente perdita altrettanto immediata dei fondi del Ministero. Non sempre le buone idee sono anche valide proposte!

Infine, molti parlamentari regionali sono amici del Teatro Stabile di Catania, amici nel senso di estimatori che non hanno mancato mai di essere presenti ai nostri spettacoli e che mai si sono sognati di chiedere nulla al Teatro. Tra questi amici speriamo di poter annoverare anche l’on. D’Agostino, che invitiamo alla nostra inaugurazione, il prossimo 13 novembre, che si terrà al teatro Verga con “L’uomo la bestia e la virtù”, spettacolo applauditissimo lo scorso maggio al debutto al Teatro Quirino di Roma, per la regia di Giuseppe Dipasquale”, conclude il vice presidente del Teatro Stabile, Jacopo Torrisi.

D.L.P.

Giuseppe Castiglione

Capo Gruppo Grande Catania

3355357994

Scrivi