Serata di gala alla sala Musco, il 19 maggio, per ricordare lo storico direttore, luomo di teatro il giornalista, lintellettuale. Alla sua figura sarà intitolato un nuovo concorso per autori under 35.

di Salvo Reitano

CATANIA – Sarà ricordato con una serata di gala alla Sala Musco, lunedì 19 maggio alle ore 21,00, lo storico direttore del Teatro Stabile di Catania, Mario Giusti.

L’iniziativa, fortemente voluta dal presidente del Teatro Stabile, Nino Milazzo e dal direttore, Giuseppe Di Pasquale, “Per Mario Giusti, l’uomo di teatro, il giornalista, l’intellettuale”, vuole ricordare una personalità che si riconosceva nel rigore della leggerezza, quale molti amano ricordare di lui, espressione che racchiude lo stile che sempre lo contraddistinse nel corso di una vita densa e proficua, bruscamente interrotta dalla malattia nel 1988.

Per meglio comprendere la sua forte personalità affidiamoci alle sue parole: «Mi conforta una certezza: il teatro avrà sempre un futuro». Così diceva Mario Giusti, storico fondatore e direttore del Teatro Stabile di Catania, parlando del suo grande amore, il teatro appunto.

Una dedizione maturata fin dall’infanzia: «Aspettavo con il cuore in gola il sabato e la domenica per poter andare a teatro con mio padre, frequentare gli attori, vederli provare, litigare e poi recitare». Una passione viscerale, che oggi viene celebrata dallo Stabile dedicando a Giusti un nuovo concorso drammaturgico per autori under 35.

Quella organizzata dallo Stabile vuole essere un’emozionante, gioiosa occasione per ricordarlo, alla quale prenderanno parte autentici beniamini del pubblico che con Giusti hanno condiviso momenti significativi del loro percorso artistico, come Pippo Pattavina e Tuccio Musumeci, Miko Magistro e Guia Jelo, Mimmo Mignemi e Angelo Tosto.

A condurre la serata sarà il giornalista Giuseppe Lazzaro Danzuso.

Altre importanti testimonianze e contributi video arricchiranno un tributo davvero speciale, in onore di colui che per oltre trent’anni ha guidato lo b Stabile, realizzando allestimenti memorabili e particolarmente attivo anche nella ricerca di una nuova drammaturgia, tanto meglio se figlia di talenti isolani.

Tra i motivi che lo resero orgoglioso di essere il direttore di un ente prestigioso come lo Stabile catanese, fondamentale è stato il ruolo da lui giocato nel “lancio” teatrale di due luminose figure: Leonardo Sciascia e Pippo Fava.

«Grazie allo Stabile – ricordava Giusti – sono venuti fuori autori come Sciascia e Fava, scrittori e intellettuali che entreranno con forza anche nella storia del teatro italiano. Rivendichiamo anzi un titolo straordinario: aver portato Sciascia in teatro. Il 1962, proprio l’anno della fondazione dello Stabile, segnò l’inizio di questo duraturo e affettuoso rapporto. Sciascia ha scritto per noi una delle sue poche commedie, Recitazione della controversia liparitana dedicata ad Alexander Dubček».

«Con Fava abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto, credevamo nelle sue opere e soprattutto nelle forza d’impatto sul pubblico. Cronaca di un uomo e La violenza inchiodavano lo spettatore, lo commuovevano fino alle lacrime. Che monologhi riusciva a creare! Fava era un vero uomo di teatro, difendeva il suo lavoro, anche le più piccole battute del testo: spesso dopo le prove ci ritrovavamo sino all’alba a discutere sull’opportunità di tagliare o meno una battuta».

Nonostante la crisi economica in cui versa il mondo della cultura, che sta mettendo a dura prova la capacità di resistenza di chi ha la responsabilità di gestire teatri e compagnie, lo Stabile catanese, più attivo che mai, vive sempre di un inesauribile fuoco sacro, ricco delle più varie creatività, mentre cresce l’attesa per il programma della nuova stagione che sarà presentato nei primi giorni di giugno e come sempre ricco di artisti prestigiosi e proposte innovative.

S. R.

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