CATANIA –  L’ex presidente del Teatro  Stabile, Salvo La Rosa, l’aveva detto: “Mi dimetto per favorire la nomina di un commissario straordinario, che deve insediarsi al più presto vista la gravità della situazione”. Un allarme raccolto prontamente dal sindaco Enzo Bianco, che è il presidente dell’ente culturale, e dall’assessore competente Anthony Barbagallo. Tanta celerità, però, è stata però poi  vanificata dai tempi della burocrazia e della politica. Solo a distanza di oltre un mese la I Commissione dell’Ars ha finalmente ratificato  la nomina di Giorgio Pace, attuale sovrintendente della Fondazione orchestra sinfonica siciliana, già attesa la settima scorsa

Sul caso intervengono il segretario generale della Cgil Giacomo Rota e il segretario generale della Slc Cgil, Davide Foti: “Finalmente la burocrazia politica ha sbloccato la nomina del commissario Pace, a cui auguriamo buon lavoro in una situazione che vede lo Stabile in default finanziario ma anche tragicamente fermo dal punto di vista produttivo. Il commissario ha davanti a sé una strada lunga e tortuosa e crediamo che solo grazie ai progetti condivisi con sindacati, lavoratori e artisti il caso Stabile può trovare uno sbocco positivo e definitivo. Ovviamente ci aspettiamo che i soci evitino strumentalizzazioni inutili e beghe politiche fini a se stesse. Speriamo che si insedi al più presto poiché questa città, l’ ente teatro e tutte le maestranze hanno la necessità di respirare di nuovo cultura e sapere. Da questo punto  può ripartire la speranza di una ripresa culturale volano di crescita anche economica”.

Tra i tanti problemi il neo commissario straordinario troverà sulla scrivania una ingiunzione di pagamento della Siae di ben 500.000 euro (il buco in bilancio è complessivamente di 14 milioni), il verbale di sfratto – già eseguito – del Teatro Musco di via Umberto, causa morosità  e la necessità di stilare subito un mini cartellone estivo, con tre-quattro spettacoli, sia per non perdere la “premialità” della Regione Siciliana (cioè un contributo economico) sia per soddisfare le aspettative degli abbonati che nella scorsa stagione, caratterizzata da scioperi, occupazioni  proteste clamorose, hanno perso tre rappresentazioni.

Auspicabile, quindi, una immediata presenza di Giorgio Pace in città, per un incontro con le istituzioni, innanzitutto, che possono e devono garantire la sopravvivenza d teatro e, poi naturalmente, con le maestranze, demoralizzate da mesi di logorio e di morte annunciata, che, però, devono assumersi  anche esse le responsabilità  che competono.

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