di Elisa Guccione

CATANIA- Grandi silenzi e nessuna risposta. Come scritto nel nostro comunicato pubblicato, stamattina alle 9.00, http://www.siciliajournal.it/teatro-stabile-si-e-dimesso-giuseppe-dipasquale/  Giuseppe Dipasquale si sarebbe dimesso, ma nulla è stato confermato. 

Tutto questo fa pensare che sia una possibile manovra del sindaco Enzo Bianco anche perché a tutte le redazioni e colleghi giornalisti arriva come reazione l’invito alla conferenza stampa di venerdì mattina, ore 11, per la presentazione del nuovo ciclo di incontri #fatte non fosti per vivere come bruti dove tra i relatori è presente Giuseppe Dipasquale con la carica di direttore artistico del Teatro Stabile.Logo-Stabile-Ct

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che sta girando in questo momento nel web promossa da molte persone a sostegno di Giuseppe Dipasquale  indicando anche il disagio politico che sta vivendo la città:

LETTERA APERTA PER GIUSEPPE DI PASQUALE

“BASTA!Basta con questo continuo attacco mediatico. Basta con questa sequela di bugie vergognose e di attacchi strumentali. Quanto sono lontani e sbiaditi i ricordi dell’aetas aurea di Mario Giusti e Tanino Musumeci; in quegli anni il nostro Teatro Stabile (di Catania Ndr) ha potuto scrivere le pagine più belle della sua storia in un contesto in cui era libero di agire senza doversi difendere ogni giorno dagli attacchi del politicante di turno. Anni di fermento culturale, anni di crescita per questo nostro amato di teatro, anni in cui il nome di questa città, martoriata da una politica, allora come oggi, corrotta ed affarista, circolava non solo per gli scandali edilizi e per le crisi finanziarie ma anche per i suoi grandi successi artistici e culturali. Che succede oggi? Oggi la lunga ombra dell’affarismo politico si estende anche sul mondo della cultura, anche su istituti prestigiosi come il Teatro Stabile, anche su chi come Giuseppe ha saputo portare avanti una storia gloriosa gratificato di premi in tutto il mondo! Ma a che vale il gran lavoro di Di Pasquale? A che valgono i riconoscimenti, il successo di critiche, i premi ottenuti? A nulla! Sei scomodo, caro Giuseppe, scomodo perché non ti pieghi, scomodo perché non scendi a compromessi con le istituzioni, scomodo perché libero! A gran voce oggi chiediamo a tutti, alle istituzioni a tutti i livelli, alla politica, ai semplici cittadini (che bella e dimenticata questa parola) alziamo la testa, diciamo no a questo scempio. Giù le mani dal Teatro Stabile di Catania! Giuseppe resisti, continua finché potrai il tuo gran lavoro, chi ha veramente a cuore le sorti artistiche di questo teatro e non si interessa di poltrone e compensi è e sarà sempre al tuo fianco”.

Attendiamo quali saranno le prossime mosse del Comune di Catania e della Regione Siciliana per cercare di spiegare l’accaduto. Fatto sicuramente non facile da comprendere e dipanare.

Elisa Guccione

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