CATANIA – “In merito all’articolo apparso oggi sul quotidiano La Sicilia, dove si ipotizzerebbero “mal di pancia” del Cda del Teatro Stabile di Catania, mi preme rilevare che gli unici cosiddetti “mal di pancia” del Consiglio di Amministrazione sono oggi determinati dalla grave crisi economica dei nostri lavoratori, frutto esclusivamente dei tagli – questi sì vergognosi – operati dal Socio Regione ai contributi che ha stanziato negli ultimi anni. Tagli che hanno causato, lo ricordiamo, una riduzione dei fondi a disposizione dello Stabile catanese pari a quasi il 60% – dichiara il vice presidente del Teatro Jacopo Torrisi -. È curioso il costante interesse mostrato verso le sorti di questo Teatro da parte di quei deputati regionali (Nicola D’Agostino, n.d.r.) che non mancano di far sentire la loro voce al momento del rinnovo delle cariche sociali retribuite e non, salvo poi puntualmente sparire quando si tratta di garantire i contributi pubblici indispensabili alla vita dello Stabile e al mantenimento della dignità del lavoro dei nostri dipendenti, se non addirittura operare – come è avvenuto nel passato – affinché i fondi al teatro venissero decurtati. Il rapporto collaborativo e fiduciario con i signori soci che ci hanno nominati, Socio Comune in testa, continua ad oggi immutato. Confidiamo con ottimismo di poter uscire dalla situazione attuale attraverso il dialogo franco che abbiamo sempre portato avanti con essi.
Tutto questo non fa bene al Teatro e al pubblico che si appresta a rinnovare la fiducia per la nuova stagione – conclude Torrisi -. Ai lavoratori del Teatro, tutti, a prescindere dal colore politico e dalle sigle sindacali, quali uniche vere vittime di questo gioco al massacro, va la solidarietà piena del Consiglio di Amministrazione del Teatro Stabile di Catania e mio personale”.

Intanto, la direzione del Teatro Stabile ha confermato ai sindacati che “l’erogazione del contributo da parte della Regione siciliana è andato a buon fine e che, a seguito della compensazione di alcune pendenze, è stato pure permesso lo sblocco del DURC dando avvio alla fase di erogazione fondi da parte del Ministero (fondi FUS ), che dovrebbero arrivare nel giro di qualche giorno. Ciò permetterebbe il pagamento delle spettanze ai 35 lavoratori e agli artisti che fino ad oggi hanno assicurato il normale svolgimento delle produzioni”. Lo comunicano le segreterie di Slc Cgil e Uilcom Uil di Catania che hanno raccolto queste informazioni nel corso di un incontro tenutosi lo scorso 28 ottobre fra le segreterie delle due sigle, il Coordinatore attori della Slc Cgil e la direzione del Teatro Stabile di Catania. L’incontro è stato richiesto dalle sigle sindacali per approfondire le questioni relative alle condizioni economiche e finanziarie dell’ente e sul pagamento delle spettanze arretrate ai lavoratori.

“Indipendentemente dalle opinioni sul consiglio di amministrazione esul ruolo del direttore, continuiamo a ribadire – scrivono le due segreterie − che il problema continua ad essere politico e di concorrenza alla spartizione delle poltrone, e non certo legato al raggiungimento del ‘bene comune’ a tutela del Teatro. Slc Cgil e Uilcom UIL hanno sempre percorso la strada del negoziato trasparente e della ricerca degli accordi possibili perché paralizzare la produzione culturale, patrimonio dell’ intera collettività, non è utile. Ribadiamo che attraverso questa ragionevole condotta ci è stata data la possibilità di intervenire sugli sprechi, e segnaliamo positivamente che al Teatro in questi ultimi anni sono state ridimensionate fortemente le spese, gli affitti e le consulenze e adesso si sta lavorando per porre fine alle sperequazioni contrattuali. Su quest’ultimo punto ci aspettiamo a breve una convocazione dell’ente”.

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