CATANIA − Enzo Bianco non è d’accordo con se stesso, neanche lui. Le sue esternazioni sul recente “caso Stabile” sono una contraddizione in termini. Saluta a denti stretti Nino Milazzo, al quale aveva affidato le speranze di resurrezione del Teatro Stabile, e lo ringrazia per quanto ha fatto, ma di fatto lo sconfessa nella sua ultima azione da presidente. Il sindaco, infatti, chiede al direttore artistico Giuseppe Dipasquale di “fare un passo indietro”, cioè di rinunciare alla proroga del contratto fino al termine della stagione invernale. Un invito che appare poco elegante, se non inopportuno. A Bianco non è andato giù il dietrofront di Milazzo e l’avanti marsch impartito a Dipasquale, l’abbiamo capito, ma la prima è una scelta individuale, l’altra del Cda al quale eventualmente potrà chiedere, quando sarà ripristinato nella sua interezza, di revocare l’incarico al direttore artistico, con le conseguenze del caso.
Giuseppe Dipasquale, da parte sua, si limita a dichiarare, saggiamente: “Al momento non intendo commentare la notizia. Per quanto mi riguarda mi atterrò, come ho sempre fatto, alle decisioni del Consiglio di Amministrazione con il quale c’è, e c’è sempre stata, perfetta sintonia”.
Insomma, il messaggio è chiaro: se Bianco non mi vuole più se ne assuma la responsabilità con un atto politico piuttosto che giocare cercare di giocare a palla avvelenata.

La FISTEL-CISL e l’UGL Spettacolo dichiarano sciopero per tutti gli spettacoli in cartellone al Teatro Stabile di Catania.

Tale decisione, estremamente motivata, ma sofferta, viene dai lavoratori che ancora vivono insieme alle loro famiglie, in grande difficoltà per non avere percepito 5 mensilità e soprattutto  la mancanza di certezze per il futuro del Teatro Stabile. Un plauso va al sindaco Bianco  per l’ultima presa di posizione, chiara e netta sui vertici del tanto tormentato Teatro.

 

Giuseppe Dipasquale

Giuseppe Dipasquale

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