di Elisa Guccione

Foto Dino Stornello

CATANIA – Dopo le polemiche e il caos mediatico di questi giorni sulla presunta e poi smentita rinuncia di Giuseppe Dipasquale all’incarico di direttore artistico del Teatro Stabile di Catania, nella cornice della sala Musco, vengono presentate alla stampa e alla città il ciclo di letture dantesche #Fatti non foste a viver come bruti. Un’iniziativa culturale promossa dall’Ente Etneo e dal Dipartimento di Scienze Umanistiche nell’ambito del protocollo d’intesa  stretto tra lo Stabile e l’Università di Catania.

Presenti: Giacomo Pignataro, rettore dell’università degli studi di Catania, Giancarlo Magnano San Lio, direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche, Nicolò Mineo, professore emerito di Letteratura Italiana, Jacopo Torrisi, vicepresidente del Consiglio di Amministrazione del Teatro Stabile, e Giuseppe Dipasquale, direttore artistico del Teatro Stabile.

Nessun esponente del Comune di Catania, dopo la querelle appena trascorsa, ha partecipato alla conferenza stampa.

In apertura dell’incontro è stata sottolineata l’intenzione da parte di Dipasquale di dare voce all’iniziativa culturale in modo da non intensificare la bagarre creatasi a causa di una fuga di notizie inesatte.

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ph Dino Stornello

“Credo – dichiara Nino Milazzo, presidente dimissionario, seduto tra il pubblico subito dopo gli interventi dei relatori– che questa stagione 2015/16, insieme a questo ciclo di Lectura Dantis, sia l’appello del teatro alla città per una rinascita culturale di Catania”. Ed ancora aggiunge: “Questa programmazione è una sfida per l’incremento e lo sviluppo della cultura, elemento che manca alla comunità”.

Efficaci le parole del rettore Giacomo Pignataro, il quale sottolinea l’impegno del protocollo d’intesa tra Università e Teatro Stabile: “Un’alleanza come quella sancita e rappresentata da due istituzioni nate con lo scopo di produrre cultura ha bisogno di sostegno e cooperazione in modo da acquisire un pubblico sempre più ampio, perché il benessere e la civiltà di un popolo si misurano anche dall’offerta culturale che si offre o si è in grado di poter offrire”.

L’ampia e articolata lettura sarà affidata ai protagonisti della nuova stagione teatrale e si inizierà il 19 novembre, ore 17.30, sempre dalla sala Musco, con il XXVI canto dell’inferno incentrato sulla bestialità umana legato allo spettacolo “L’uomo, la bestia e la virtù”, tutto corredato dalle letture di Geppy Gleijas e il commento di Nicolò Mineo. Undici incontri per undici temi trattati arricchiti dalla presenza di protagonisti come Stefania Rocca, Franco Castellano,  Umberto Orsini, Massimo Popolizio, Mariano Rigillo, Anna Foglietta, Eros Pagni, Paolo Graziosi, Elisabetta Pozzi e Pippo Pattavina.

Elisa Guccione

Foto Dino Stornello

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