di Nicoletta Castiglione

Catania – Il pantano in cui galleggia ormai da tempo il Teatro Stabile, ha inevitabilmente inglobato le sorti dei dipendenti, che da più di cinque mesi non percepiscono lo stipendio. Per mantenere alta l’attenzione, su questo preoccupante problema di carattere artistico ma soprattutto sociale, la Cisl, ha organizzato nel pomeriggio un presidio in Piazza Università. Notevole la partecipazione, di lavoratori, rappresentanti sindacali e anche esponenti politici, che con la loro presenza hanno voluto testimoniare la vicinanza dell’assemblea cittadina, alle famiglie dei lavoratori che stanno subendo questa drammatica situazione.

“Sono qui in qualità di consigliere comunale- ha detto Sebastiano Arcidiacono- ma soprattutto in qualità di cittadino, un cittadino che assiste amareggiato alla disfatta di un simbolo artistico, ma soprattutto, manifesta la sua solidarietà a quei padri di famiglia che rischiano di finire in mezzo ad una strada se la situazione non trova soluzioni repentine e definitive. A questo punto, screditare la dirigenza risolve poco, bisogna intervenire e risollevare le sorti del teatro.”

Umori più tesi e toni più alti invece, quelli dei segretari sindacali.

“Dopo la richiesta inviata al Sindaco Bianco non abbiamo avuto un riscontro concreto – denuncia il Segretario generale cisl Rosaria Rotolo- all’amministrazione chiediamo un fronte comune per arrivare alla soluzione, è necessario, che si formi con la giunta comunale, un’alleanza propositiva, per un confronto con la Regione, affinchè si trovino i fondi per salvare il Teatro Stabile. I lavoratori devono essere creditori privilegiati, bisogna condividere un piano di rientro a fronte dei debiti esistenti. Bisogna ridare la serenità ai lavoratori e alle loro famiglie, questa è la nostra priorità.”

Duri anche i toni usati dal segretario generale della Fistel provinciale, Antonio D’amico, che accusa la politica, d’essersi aggrovigliata in un inutile gioco delle parti, dimenticando il punto fondamentale della questione: il futuro dei lavoratori. “Abbiamo assistito ad una guerra dei numeri, ma alla fine il vero bilancio che manca è quello dei lavoratori. Lavoratori senza stipendi e senza prospettive, che nonostante tutto non hanno mai intaccato le normali funzioni del teatro con scioperi o altro. L’amministrazione e la Regione si sono dimenticati del Teatro Stabile. Vogliamo che si segua l’esempio del Teatro Massimo Bellini: qualunque fondo arriva viene utilizzato per i lavoratori. Che si segua questa linea anche allo Stabile. Bisogna agira come un padre di famiglia in tempi di crisi: far economia per nutrire i propri figli”.

Nicoletta Castiglione

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