di Elisa Guccione

Catania- Emozione, dolore e riflessione sono gli elementi di forza dell’atto unico Se’ Nùmmari, nato dalla fertile mente del giornalista e drammaturgo palermitano Salvatore Rizzo, in scena fino all’otto maggio. La produzione del Teatro Stabile di Catania, dopo il successo al Teatro Biondo di Palermo,  ipnotizza il pubblico catanese dall’inizio alla fine suscitando un crescendo di emozioni.  La regia di Vincenzo Pirrotta, con le musiche di Giacomo Cuticchio, guida con estrema grazia Valeria Contadino e Filippo Luna nel vivere senza riserve l’intenso gioco psicologico voluto dall’autore.

Foto 2 - Se'' n+¦mmari - Valeria Contadino, Filippo LunaLa pièce è interamente in dialetto siciliano ma per la veridicità della messa in scena e del dramma interiore vissuto dai protagonisti, genitori di un figlio tetraplegico ormai diciottenne, non ha confini né geografici né mentali. L’impotente quotidianità familiare viene scossa dalla vincita al supernalotto, che crea nella coppia un senso di panico ed ossessione tale da trasformarsi in carnefici del loro sventurato figlio. Egoismo, amore, pietà e sentimento si confondono fino a sprofondare in una condizione di disumana  e straziante insopportabilità. Eccellente Valeria Contadino nell’incarnare l’infelicità di una madre inerme e sopraffatta dall’avversità umana che in Filippo Luna trova il perfetto compagno con cui poter sfogare al meglio il suo istinto di donna mortificata dalla vita. L’intensità recitativa dei due attori riesce a sostenere un clima di tensione emotiva tale che è paragonabile ad un pugno nello stomaco in cui ogni gesto, ogni movimento e ogni singola battuta sono intrisi di sentimento e passione tale da invadere con forza e coraggio l’anima di ogni singolo spettatore presente in sala.

Elisa Guccione

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