CATANIA. Uomini che cercano altri uomini. Storie sussurrate di segreti, di desideri oscuri ed impronunciabili. Pare apparentemente declinarsi sui consueti binari di una occasionale storia omosessuale “Sigma Epsilon  and X” di Salvo Valentino, fondatore della Compagnia dei Giovani – nei panni anche di attore insieme a Pietro Cocuzza e di regista – i due atti prodotti del Centro Teatrale Siciliano.

Sugli affollati legni del Teatro del Canovaccio – e i giovani erano davvero tanti – questa storia offre invece, lungo la falsa riga del sesso a ore e della prostituzione maschile, una profonda riflessione sull’altro e sull’essere ‘altro’ e, al contempo (come suggeriscono le stesse note di regia), “sul bisogno di crescita professionale ma anche umana” dei due interpreti.

In un succedersi veloce di sette sequenze, arricchite pure dalle video-proiezioni di Gloria Di Paola, il plot – una storia poliziesca volta alla ricerca dell’assassinio di un produttore del porno, proprietario del locale “Querelle de Brest” (il cui ovvio immaginario cinematografico e letterario la regia di Valentino omaggia, sulla scena, con i toni accesi del rosso) – si sgretola davanti a “quell’urgenza di comunicazione” e di ricerca psicologica che non lesina un linguaggio nudo e reale, proprio come quello del romanzo genetiano (lo spettacolo è vietato ai minori di anni 14, ammesso che ciò significhi qualcosa).

Così, il sesso e le sue articolazioni mercificate costituiscono soltanto un escamotage: varco e soglia da oltrepassare, da un lato, per incontrare se stessi alla luce della verità interiore; specchio, dall’altro,per vedersi e riconoscersi senza infingimenti o maschere.

Nel lessico del desiderio “Sigma Epsilon and X” è dunque un lungo percorso di autoriconoscimento: “sotto la superficie – dice Epsilon – una lettera greca e questi tuoi occhi” che gli scavano dentro riesce a scorgere tutto quello che avrebbe voluto essere e non è mai stato fino a quel momento.

Se è dunque vero – come diceva Genet – che “l’amore è una sorta di covo per assassini”, la scatola-scannatorio in cui Sigma ed Epsilon si incontrano, capovolge la sua mera funzione e diventa luogo di una dialettica. Ogni incontro infatti, avvicina i lontanissimi Sigma ed Epsilon, li affina, li rende consapevoli di una necessità condivisa, di una autocoscienza che prima riesce a farsi faticosamente strada, poi, finalmente, piena identità.

Se le performances di Salvo Valentino e di Pietro Cocuzza non offrono il fianco a nessuna sbavatura – il primo a declinare il suo ruolo “twink” con sofferta e fisica partecipazione, l’altro a cercare una ragion d’essere tra dubbi e lacerazioni – i due atti a volte soffrono di un certo calcolato cerebralismo che impegna a fondo lo spettatore. Ma, alla fine, gli “astratti furori” di Sigma ed Epsilon diventano eroici e vivi, schiudendo i due protagonisti a inaspettati ricongiungimenti e a nuovi inizi.

Giuseppe Condorelli

 


-- SCARICA IL PDF DI: Teatro, uomini alla ricerca di se stessi --


Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata