CATANIA  – «Per i lavoratori della Tecnis si prepara una Pasqua di Passione senza fine. Serve un importante tavolo decisionale nazionale tra tutti i soggetti coinvolti, dalle istituzioni agli enti appaltanti». Lo afferma Nunzio Turrisi, segretario generale della Filca Cisl di Catania, parzialmente soddisfatto dalla revoca dell’interdittiva antimafia per l’azienda di costruzioni.

Il prefetto di Catania, Maria Guia Federico, ha revocato le interdittive antimafia che aveva emesso nei confronti di Tecnis, Artemis e Cogip Holding, che sono sotto amministrazione giudiziaria. La decisione è stata comunicata al commissario straordinario, il professore Saverio Ruperto. Le tre società sono riconducili agli imprenditori Mimmo Costanzo e Concetto Bosco Lo Giudice, agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta ‘Dama nera 1’ e ‘Dama nera 2’ su presunte tangenti all’Anas.

«La revoca dell’interdittiva antimafia per la Tecnis – spiega Turrisi – è una delle buone notizie che attendevamo, ma ancora una volta i tempi della burocrazia non coincidono con quelli dei lavoratori. Infatti, non solo la revoca è arrivata con ritardo rispetto a quanto si sarebbe potuto fare almeno un mese fa, cioè dalla nomina dell’amministratore giudiziario, ma restano in piedi tutti i problemi sinora accumulatisi dall’inizio della vicenda».

Il primo di tutti è la mancanza di liquidità che significa stipendi non corrisposti a iniziare dal mese di settembre 2015, che fanno quattro mensilità al mese di febbraio 2016; mancata copertura dei contributi previdenziali e assistenziali di Inps, Inail e Cassa Edile; blocco quasi totale dei cantieri per l’impossibile approvvigionamento dei materiali; e, da oggi, difficoltà pratiche per pagare gli oneri di partecipazione alle nuove gare di appalto nonostante la revoca dell’interdittiva.

«Mi chiedo – continua Turrisi – dove sono finiti i buoni propositi, dettati anche dalla legge, primo fra tutti la salvaguardia dei livelli occupazionali? Come si fa a non capire l’importanza di salvare l’azienda di costruzioni più importante del Meridione, 15esima in Italia, e permettere di completare opere pubbliche strategiche per lo sviluppo del territorio? Può lo stesso Stato rendere complicata l’esigibilità di mandati, come quelli dell’Anas, che ammontano a oltre 20 milioni di euro?»

Per il segretario degli edili della Cisl catanese, «è necessaria più che mai unità d’intenti tra tutti i soggetti coinvolti: dal governo nazionale alle istituzioni locali, dai ministeri dello Sviluppo e del Lavoro alla Prefettura e al Tribunale, dall’Anas a tutti gli altri enti appaltanti, ciascuno per la propria responsabilità».

«Siamo pronti – conclude Turrisi – a profondere tutte le nostre energie per contribuire, assieme agli altri, a salvare un patrimonio di risorse umane e materiali, di professionalità e competenze in un settore martoriato da una lunga crisi, ancora vitale per Catania, la Sicilia e il Meridione. Permetteremo così a migliaia di famiglie di guardare al futuro, oltre la Santa Pasqua, con fiducia e serenità».

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