CATANIA – Quando chiude una redazione, soprattutto se ha quasi 40 anni di attività, la realtà nella quale ha operato perde un pezzo, importante, di storia. Si perde una parte della coscienza di quella comunità, attenta e critica, animata da passione autentica e professionalità. E’ il caso di Telejonica, che da domani non sarà più una protagonista dell’informazione in Sicilia. Da cittadini, prima ancora che da colleghi, ringraziamo i giornalisti che in questi anni, e fino all’ultimo giorno, hanno dato dimostrazione di professionalità e attaccamento all’azienda, di attenzione e rispetto verso i loro telespettatori, di sapere fare informazione senza pregiudizi e con equilibrio. Di saper fare giornalismo, insomma. Aspetto non certo secondario, la chiusura provoca la perdita di 14 posti di lavoro, con modesti ammortizzatori sociali, in una fase nella quale è difficile trovare altre collocazioni. Al direttore Valeria Maglia, alla redazione, ai tecnici e al personale amministrativo va la solidarietà, sincera, alimentata anche da affetto personale, della segreteria provinciale dell’Assostampa Catania, il sindacato unitario dei giornalisti italiani. Una solidarietà che, purtroppo, parte della città, delle Istituzioni, e delle persone che le rappresentano, hanno dimenticato di manifestare.
E’ inevitabile sottolineare come un’altra azienda editoriale della famiglia Ciancio segni un’altra tappa dolorosa, dopo i pesanti tagli al personale tecnico di Telecolor e Antenna Sicilia e alla perdita dei collaboratori con contratti a termine, molti dei quali con rapporti di lavoro di svariati anni. Un ulteriore arretramento del livello e della qualità dell’informazione prodotta.

Daniele Lo Porto
Segretario provinciale di Assostampa Catania

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