ACIREALE – Un doppio appello è stato lanciato nelle ultime ore dalla Città di Acireale al Presidente della Regione on. Rosario Crocetta e all’Assessore all’Economia Alessandro Baccei. L’appello pubblico del Sindaco Roberto Barbagallo e una petizione on line lanciata dal Lions Club Acireale (https://www.change.org/p/on-rosario-crocetta-assessore-alessandro-baccei-salvate-le-terme-di-acireale-la-regione-dia-un-segnale-di-presenza) che, con una nota del Presidente Rosario Faraci pubblicata sul sito del Forum, si è rivolto pure ai novanta deputati all’ARS (https://termediacireale.wordpress.com/2016/02/07/terme-di-acireale-la-proprieta-regione-dia-subito-un-segnale-di-presenza/).

Un appello per salvare le Terme di Santa Venera e di Santa Caterina da una possibile sentenza di fallimento che potrebbe giungere nelle prossime ore, qualora il Giudice accogliesse l’istanza fallimentare chiesta dal Tribunale a seguito delle indagini condotte nei mesi scorsi dalla Guardia di Finanza.  Il Giudice esaminerà tutte le carte e guarderà attentamente i numeri per valutare se esistano tutti i presupposti per avviare la procedura concorsuale di fallimento a danno della società di gestione Terme di Acireale SpA che dal 2006 è una società per azioni, di proprietà della Regione.  Sull’iter giudiziario poco o nulla può esser fatto, anche perché le eventuali memorie difensive sono già state depositate dai legali di parte; tuttavia il liquidatore delle Terme avvocato Gianfranco Todaro non ha potuto produrre il bilancio al 31.12.2014 perché il socio Regione ha disertato fin qui tutte le Assemblee in cui è stato regolarmente convocato. La prossima Assemblea è in programma per questo venerdì 12 e l’auspicio è che la proprietà Regione dia un segnale di presenza, facendo valere fin in fondo tutte le sue prerogative (diritti e doveri) dell’azionista unico. Sarebbe un segnale politico importante, oltre che societario.

In realtà, nonostante le promesse dell’on. Crocetta in campagna elettorale, la Regione da tempo è latitante su tutte le questioni riguardanti le Terme, sia di Sciacca che di Acireale, i cui stabilimenti sono chiusi in entrambe le cittadine. Mentre sulle prime la situazione è relativamente più tranquilla, sulle Terme di Acireale, oltre a pendere la spada di Damocle degli esiti dell’istanza fallimentare, grava l’atteggiamento irreprensibile e severissimo della dirigente dell’Ufficio Speciale per le Liquidazioni alla Regione Siciliana, la dottoressa Grazia Terranova, che ha in esame da oltre un anno l’incartamento “Terme di Acireale”.

Arrivata agli onori della cronaca nelle ultime settimane, la Dirigente, persona di massima fiducia dell’Assessore Baccei, rappresenta la proprietà, cioè il Dipartimento Bilancio dell’Assessorato all’Economia, cui fa capo l’intero pacchetto azionario delle Terme di Acireale SpA. Eccependo di volta in volta vizi di carattere procedurale, gli ultimi dei quali in ordine di tempo pare siano legati ad un parere negativo formulato dal Collegio Sindacale delle Terme, la dottoressa Terranova ha di fatto bloccato l’approvazione del bilancio al 31.12.2014, rendendo vano il tentativo del liquidatore Gianfranco Todaro di produrre al Tribunale di Catania l’ultima importante memoria difensiva, utile per alleggerire la posizione debitoria della società pubblica. In effetti, negli ultimi otto anni da quando è divenuta società per azioni, alle Terme di Acireale SpA si sono accumulate perdite d’esercizio per oltre 12 milioni di euro e il patrimonio aziendale è diminuito da 56 a 40 milioni di euro; tuttavia, la consistenza degli asset è ancora capiente per far fronte al pagamento dei debiti nei confronti dei creditori aziendali, compresa la banca Unicredit che ha da poco acquisito il diritto di vendere all’asta due immobili (l’ex albergo Excelsior Palace e il centro polifunzionale) per rate di mutuo scadute e non pagate.

Sussistono da sempre margini per condurre ad una soluzione conciliatoria con i creditori la complicata vicenda delle Terme di Acireale, ma la Terranova non vuol sentire ragioni dato che è entrata in urto fin dall’inizio col liquidatore Todaro che, ironia della sorte, è stato proprio nominato in questa sua funzione dal Presidente della Regione Crocetta, cioè dalla stessa proprietà regionale.

La dottoressa Terranova ha manifestato la sua intransigente linea anche in occasione della recente audizione alla II Commissione Bilancio all’ARS, convocata la scorsa settimana, il 3 febbraio, dal Presidente on. Vincenzo Vinciullo che si è prontamente attivato raccogliendo il grido di allarme del Lions Club Acireale attraverso il Forum permanente. Lo scorso 17 gennaio, infatti, il Presidente del Lions prof. Rosario Faraci aveva scritto al Presidente Vinciullo chiedendogli, nella sua funzione di Presidente della II Commissione parlamentare, di attenzionare la vicenda delle Terme, così come aveva fatto recentemente per Sciacca. L’on.Vinciullo, rassicurando il prof. Faraci che sarebbe prontamente intervenuto, ha convocato un’audizione a Palermo cui ha invitato l’assessore Baccei (assente per motivi istituzionali), la dirigente Terranova, il liquidatore delle Terme Todaro e una delegazione della Città di Acireale composta dal Sindaco ing.Roberto Barbagallo, dal Presidente del Consiglio Comunale prof. Rosario Raneri, dal capogruppo di Cambiamo Acireale il consigliere dott. Giuseppe Ferlito e dal coordinatore del Forum permanente per le Terme di Acireale dott. Mario Scandura.

In quella sede, la delegazione acese ha chiesto maggiore attenzione per la vicenda e grande rispetto per le sorti di un complesso immobiliare, le Terme per l’appunto, da cui dipende in parte la vocazione turistica della città. L’on. Angela Foti, del M5S presente in audizione, si è fatta promotrice di un emendamento integrativo della legge regionale n.11 del 2010 che consentirebbe di estendere alle società di gestione delle Terme di Sciacca e di Acireale la possibilità di redigere il bando di privatizzazione. Tuttavia, non è la privatizzazione che desta preoccupazione al momento; ma gli esiti della valutazione dell’istanza che, ove accolta, esautorerebbe la liquidazione prospettando, con la curatela fallimentare, un futuro ancora più incerto sulla riapertura degli stabilimenti termali.

R.S.

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