PALERMO – “Nessun posto di lavoro creato da Blutec nello stabilimento ex Fiat. Anche il secondo accordo di programma quadro sottoscritto dal Ministero dello Sviluppo Economico, dalla Regione Siciliana e dal comune di Termini Imerese inizia con il piede sbagliato. Sono passati sei mesi dalla firma dell’atto, finalizzato alla promozione del progetto di riconversione e riqualificazione industriale del polo di Termini Imerese per l’attrazione di nuovi investimenti produttivi in grado in grado di assicurare la salvaguardia della presenza industriale e dell’occupazione, ma nulla è cambiato. Nell’area ex Fiat, va in onda un film già visto, con le ex tute blu che continuano ad essere appiedate”.

I deputati M5S nazionale e regionale Riccardo Nuti e Giorgio Ciaccio e la consigliera Cinquestelle comunale di Termini, Manuela Sinatra, tornano su una vicenda drammatica che ha assunto ormai i contorni della telenovela.

“Ho denunciato fin dai primissimi tavoli tecnici le menzogne che venivano dette per nascondere l’inadeguatezza di soluzioni concrete del governo nazionale e del suo ministero dello Sviluppo economico”, afferma il deputato M5S alla Camera Nuti. “Ho segnalato alla Guardia di Finanza tutte le ombre ed i raggiri che la politica voleva realizzare sulle spalle dei lavoratori, illudendoli con possibili posti di lavoro. Ma tutto rimane immutato. La realtà è quella di un bluff che si ripete nel tempo, grazie alla complicità fra Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero del Lavoro, sindacati e politicanti locali. L’ultima riunione che si è svolta presso il Ministero è stata rinviata, in linea con quanto accaduto in passato, con il solo scopo di erogare la cassa integrazione, piuttosto che di avviare un serio progetto industriale”.

“L’accordo è già nullo – dice il deputato Cinquestelle all’Ars, CiaccioDeputato_m5s_Giorgio_Ciaccio – gli attori in campo non sono in grado di rispettare quello che loro stessi scrivono. L’articolo 7 dell’atto prevedeva l’istituzione di un gruppo di coordinamento e controllo per sovraintendere alla verifica dell’attuazione dello stesso. Ad oggi non solo non è stato costituito, ma non avendo fatto nulla,  nulla può essere verificato. Inoltre l’accordo presenta serie criticità sulla relativa copertura economica”. 

“L’operazione – continua il deputato regionale – si è rivelata identica a quella farsa che si stava tentando con Grifa. Con Blutec mancano 18 milioni di euro di ricapitalizzazione per raggiungere i 24 milioni previsti. Mancano 14 milioni di euro per raggiungere il minimo investimento previsto da Invitalia per il contratto di sviluppo. La stessa Invitalia che nel dicembre del 2014 aveva espresso parere favorevole all’ammissibilità alla finanza agevolata per il contratto di sviluppo e che ad oggi però non lo ha approvato. Le norme prevedono che questa cassa integrazione debba essere verificata ogni 6 mesi per proseguire in base agli sviluppi del progetto industriale, ma a fine giugno è scaduto il primo semestre senza che nulla sia accaduto. Non è quindi pensabile continuare ad elargire soldi in violazione di norme, si ponga fine a questo teatrino e si aiutino i cittadini in difficoltà con il reddito di cittadinanza, una norma già pronta, in discussione in Senato, con coperture certificate e confermate anche di recente dall’Istat. Si permetterebbe a milioni di persone di liberarsi dal ricatto dei partiti che promettono di anno in anno ma che vengono puntualmente smentiti dai fatti”.

Anche la consigliera M5S al comune di Termini, Manuela Sinatra, non usa giri di parole: “Abbiamo detto più volte al sindaco ed a tutti i sindacati si smetterla di illudere i lavoratori e di battersi per la prima volta per il bene del nostro territorio ed i nostri concittadini”.

T.C

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