Fonte Esperonews

 

E i veri responsabili quando pagheranno?

TERMINI IMERESE – Ci sono già le prime “vittime” della cena privata tentata all’interno della pinacoteca del museo civico giorno 2 settembre. Sono il personale del sito, che hanno subito un procedimento disciplinare da parte della dirigenza comunale, a quanto pare colpevoli solo di avere permesso ad estranei di riprendere quanto stava accadendo lì dentro, cioè che si stava imbandendo un banchetto privato per 100 persone. Ma chi ha “osato” violare con telefonini, fotocamere e cineprese un luogo in quel momento così “sacro”?
Una era Emanuela Sinatra, consigliere comunale del Movimento 5 stelle; l’altro era il cameramen di TeleTermini, nota web tivù locale. La loro colpa? Avere documentato e fatto conoscere ai cittadini quanto stava accadendo in quel momento al museo. E così, proprio come ai tempi di Tangentopoli (ricordate?), la colpa non è di chi ruba (in questo caso, di chi ha autorizzato la cena privata in un luogo pubblico), ma di chi permette ai cittadini di conoscere cosa sta succedendo. Sinatra, come consigliere comunale, aveva tutto il diritto di accedere ai luoghi pubblici e documentare cosa sta succedendo; il cameramen rappresenta la stampa, il “quarto  potere”, il “cane di guardia della democrazia”, spesso vituperata, messa al bando, vista dai potenti come fumo negli occhi, proprio perché fa conoscere ai cittadini, al popolo sovrano le nefandezze (ma anche le note positive, of course) dei potenti di turno. Del resto è stato permesso a chiunque di fotografare a tutto spiano, durante i matrimoni, feste e manifestazioni varie la pinacoteca con flash e potenti fari. In realtà, proprio come le corna, “si fa ma non si dice”, perché è sempre meglio che i cittadini non sappiano, per permettere ai potenti di turno di fare i propri comodi. Eppure era stato Salvatore Burrafato, appena rieletto sindaco, a  promettere un’amministrazione trasparente, un palazzo di vetro. Adesso invece vengono sacrificati sull’altare del silenzio le prime vittime, il personale del museo. Però gli interrogativi rimangono ancora tutti. Accanto a quello fondamentale delle autorizzazioni, per sapere davvero chi ha autorizzato chi, e aspettare che subiscano i relativi provvedimenti sanzionatori, c’è ne è un altro, quello dei soldi, di quanto sarà costata ai cittadini la nota cena privata che, ricordiamolo, si è tenuta lo stesso al museo, ma nel chiostro e fino ad oltre le due di notte. È giusto allora che i cittadini sappiano chi pagherà (e quanto) gli straordinari ai custodi rimasti li fino a quell’ora così tarda, per soddisfare un interesse privato. Aspettiamo che il sindaco risponda. Lo chiedono i suoi elettori e la democrazia.

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