PALERMO – Giovedì 7 Maggio 2015 alle ore 18.30 si inaugura al Margaret Café di Terrasini la mostra di pittura di Pino Manzella intitolata “Nove maggio. Il filo rosso non si ferma ai bordi del quadro”, a cura dell’associazione “AsaDin”.La mostra sarà visitabile fino al 16 Maggio 2015 presso la sala espositiva del Margaret Cafè, in via V. Madonia 93, Terrasini (PA).

Pino Manzella è un artista di Cinisi autentico e sognatore. E’ stato amico e compagno di lotta di Peppino Impastato. Durante tutti questi anni, con le sue opere, ha contribuito a mantenere vivo il ricordo di Peppino e di quell’impegno contro la mafia e per il cambiamento dell’esistente che quei coraggiosi giovani del circolo “Musica e cultura” portavano avanti. Erano anni di lotte, mutamenti e grandi speranze.

Per Pino Manzella il disegno era un modo “militante” per interpretare la realtà, per raccontare il mondo, per esprimere la propria critica sociale e il suo sogno di trasformazione in senso libertario. Nelle sue opere non si può prescindere dalla Sicilia, terra con la quale emerge un legame contrastato, fatto di allontanamenti e appartenenze. La Sicilia è presente nei suoi simboli negativi e nella speranza di riscatto e di liberazione. La visione di questo artista è apparentemente semplice, perché ha la capacità di farsi nitida e colpire l’attenzione in maniera immediata, ma nel contempo è complessa e ricca di significati. In ogni opera appaiono simboli e particolari che non sempre è possibile cogliere al primo sguardo. Tra le parole che affiorano dalle carte antiche sulle quali abitualmente dipinge, dando loro nuova linfa vitale, si nascondono legami, metafore e significati da reinterpretare.

Figure nascoste che risaltano solo dopo osservazioni più attente, citazioni colte, messaggi da decodificare. Si delinea chiaramente lo sguardo ironico, paradossale, onirico, a volte pungente, profondo e limpido di Pino Manzella. C’è la memoria di un passato che in maniera dirompente ed originale si collega al presente, i vecchi documenti sembrano fissati in un tempo che sembra sospeso, si collegano a volte tramite  fili e intrecci ad un presente che assume significati nuovi ed inaspettati.

Le opere della mostra “Nove Maggio. Il filo rosso non si ferma ai bordi del quadro” hanno al centro Peppino Impastato ed il suo impegno, c’è mamma Felicia e la sua forza, i compagni di lotta. Emerge il contrasto alla mafia non da “professionista dell’antimafia”, ma come reale condizione di esistenza. Opere del passato e recenti nelle quali la memoria ravviva un impegno anche nel presente toccando temi di attualità, come per esempio quello dei migranti, perché come dice Pino Manzella: “Non si può mummificare la memoria” .

T.C

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