CATANIA − Rifiuti ed ecomafie, paesaggi delle mafie, migrazioni diritti e confini, strumenti legali di contrasto alla criminalità, il giornalismo televisivo di Giuseppe Fava. Su questi argomenti sarà incentrata la seconda edizione dei laboratori d’Ateneo su “Territorio ambiente e mafie”, che è stata avviata in questi giorni.

L’iniziativa è rivolta a tutti gli studenti dell’Università di Catania (che possono conseguire 3 crediti formativi) ma anche a insegnanti, operatori sociali e cittadini interessati, ed è realizzata con la partecipazione di alcune associazioni della società civile impegnate nel territorio sulle tematiche che riguardano, a diversi livelli, la legalità e il contrasto alla mafia.

Anche quest’anno, infatti, saranno affrontate tematiche che legano lo studio nelle aule accademiche alla realtà che ci circonda e il cui approfondimento mira a sviluppare una coscienza critica come presupposto ineliminabile per una cittadinanza attiva e come presidio di processi di partecipazione democratica. Così come quelli dedicati ai “Gender studies” e alla “Conoscenza del mondo arabo-islamico”, anche questi laboratori d’Ateneo rispondono a un’esigenza di primaria importanza: affermare, cioè, che esistono tematiche trasversali che non possono non essere parte integrante della formazione universitaria e non solo, quale che sia lo specifico percorso di studi seguito.

Questi i corsi proposti: “Genesi e trasformazione degli strumenti legali di contrasto alla mafia”, coordinatore Ernesto De Cristoforo (dipartimento di Giurisprudenza), con la partecipazione delle Associazioni “Libera” e “Giambattista Scidà”; “Migrazioni, diritti e confini”, coordinatrici Adriana Di Stefano (dipartimento di Giurisprudenza) e Teresa Consoli (dipartimento di Scienze politiche e sociali); “La gestione dei rifiuti e il fenomeno delle ecomafie”, coordinatori Marisa Meli (dipartimento di Giurisprudenza) e Paolo Guarnaccia (dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente), con la partecipazione delle associazioni “Libera” e Rifiuti Zero Sicilia; “La storia siamo noi. Pippo Fava e la televisione: analisi e rappresentazione di un territorio”, coordinatori: Luciano Granozzi e Alessandro De Filippo del dipartimento di Scienze umanistiche, con la collaborazione delle associazioni Cives pro civitate, l’Associazione “Giambattista Scidà”, la Fondazione Fava e I Siciliani Giovani; e infine, “I paesaggi delle mafie”, coordinatore Filippo Gravagno, dipartimento di Ingegneria civile e Architettura (Dicar), in collaborazione con le associazioni Orti di Pace di Sicilia, Centro Studi Paolo Borsellino, Vivisimeto, Malastrada e Iqbal Masih, nonché delle associazioni aderenti al Presidio Partecipativo del Patto per il Fiume Simeto.

 

M.L.P.

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