Francecso Leone

avvocato Francesco Leone

Si è appena concluso il “Tour dei Diritti Nazionale”  portato avanti dall’avvocato Francesco Leone (l’avvocato è presidente dell’Associazione Agius, Associazione Giuristi Siciliani) e dal suo studio legale in collaborazione con la Rete Universitaria Nazionale.

Il tour nasce dal principio fondante del diritto allo studio.

La vicenda coinvolge 70.0
00 studenti, che lo scorso 8 settembre in tutta Italia hanno svolto i test di ingresso alla Facoltà di Medicina.

Una vicenda che da qualche anno viene già monitorata  in quanto si verificano diverse  irregolarità ed illegittimità. Afferma l’avvocato Leone: “Da tre anni seguo i test di ingresso a Medicina, ed ogni anno le denunce degli studenti sono sempre più numerose. Abbiamo terminato sabato 10 ottobre il “Tour dei diritti”, una iniziativa svolta in collaborazione con la RUN (Rete Universitaria Nazionale) avente lo scopo preciso di incontrare gli studenti che hanno svolto il test e raccogliere le loro testimonianze dirette riguardanti le irregolarità ed illegittimità registratesi durante lo svolgimento delle prove. Ogni anomalia riscontrata e denunciata è documentabile.

Il Tour ha cercato di spiegare ai candidati che il diritto allo studio deve essere garantito in tutte le sue forme, sottolineando come sia importante eliminare ogni disparità di trattamento ed iniquità. Siamo stati a Foggia, Bari, Catania, Roma, Napoli e Palermo”.

“Foggia è stato il primo vero caso nazionale – prosegue l’avvocato −  dove lo scorso 8 settembre vennero contattate le Forze dell’Ordine perché alla prova sono stati ammessi due candidati entrati fuori orario. Contestualmente a Foggia, poche ore dopo la prova, ci giungevano le prime segnalazioni anche da Napoli, dalla “Università Federico II”, dove erano tutti in fila con lo smartphone prima dell’effettiva consegna delle risposte. A Roma abbiamo fatto luce sulle irregolarità di “Tor Vergata”, con la presenza di un pacco contenente le schede non firmate. Gli studenti hanno chiamato le Forze dell’Ordine (Commissariato Romanina) per denunciare il tutto. La vicenda ha destato parecchio clamore, infatti il rettore ha minacciato di querelarci. Ma non ci siamo fermati, perché crediamo realmente che questo sistema dei test vada rivisto. Abbiamo ricevuto un video esclusivo documentante l’utilizzo di cellulari. Abbiamo mostrato foto che evidenziano la presenza di commissari che “aiuterebbero” alcuni candidati. Abbiamo scavato a fondo nel sistema delle scuole di preparazione ai test, un sistema che frutta parecchi introiti. Molti docenti di queste scuole poi si ritroverebbero ad essere commissari durante lo svolgimento delle prove preselettive. Anche quest’anno, la prova ha violato il principio dell’anonimato, principio cardine per la trasparenza e regolarità delle procedure concorsuali.

Abbiamo scoperto una nota del Miur inviata agli Atenei a concorso chiuso, extra bando, con la quale si intimava di annullare la prova di coloro i quali non avessero sottoscritto la scheda anagrafica. Chiaramente, illegittima è tale previsione: abbiamo predisposto un ricorso con il quale richiedevamo la riammissione in graduatoria di questi studenti. Il Tar del Lazio ci ha dato ragione con un decreto 4164 del 6 Ottobre 2015. Abbiamo incontrato più di 3.000 studenti, ricevuto più di 20.000 mail, risposto a migliaia di chiamate; noi crediamo nel diritto allo studio – così conclude, l’avvocato Francesco Leone”.

Scrivi