PALERMO – Macabra conferenza stampa, con un uomo e una donna mascherata. Non erano attivisti dell’Isis, ma comparse chiamate da Rosario Crocetta a recitare un umiliante ruolo accanto a lui. Una caduta di stile? Una dimostrazione di cinismo ignobile per distrarre tutti sulla batosta della bocciatura della legge sulle Province? A pensarlo sono in molti.

Ma partiamo dall’inizio: Unico caso in Italia: la Regione Siciliana ha assunto tredici testimoni di giustizia. I contratti di lavoro sono stati firmati ieri mattina a Palazzo d’Orleans, dal presidente della Regione, Rosario Crocetta. Ne verranno assunti atri trentacinque, di testimoni di giustizia, in occasione dell’anniversario della strage di Capaci.

Il governatore della Sicilia, si è presentato a Palazzo d’Orleans assieme a due testimoni di giustizia col volto coperto da un “mefisto” lui, da un fazzoletto lei. C’era anche il responsabile dell’Associazione nazionale dei testimoni di giustizia, Ignazio Cutrò.

E’ stato il consulente per la comunicazioni a consigliato a Crocetta una simile sceneggiata o lo stesso governatore ha fatto di testa sua?

Molti Enti hanno assunto in passato figli di vittime di mafia, ma non hanno mai fatto una sceneggiata simile.

Perché esibire cosi due testimoni di giustizia, come trofei, provati, sofferenti per un passato che li ha segnati, dalla grande forza che hanno avuto , ma privati dal diritto alla gioia di vivere sereni e felici?

Perché esporre con un cappuccio umiliante due persone, utilizzarli per un teatrino e lanciarli in pasto alla curiosità della gente?

Il governatore Crocetta, poteva benissimo risparmiarsi questa sceneggiata ed essere più rispettoso dei dolori altrui. Doveva comunicarlo nel modo più sobrio e istituzionale possibile. E’ quello che dice tanta gente.

Due testimoni, costretti a presentarsi mascherati, sono la dimostrazione di essere vittime del loro coraggio e della vanagloria di chi collezione sconfitte.

Francesca Capizzi

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